Rischio intossicazione col tonno spagnolo: malori per tanti vicentini

By | 29 settembre 2017

Vicenza, tonno con istamina: intossicatiBisogna fare molta attenzione al tonno che si mangia, specialmente a quello proveniente dall’estero. In Italia, tempo fa, è scattata l’allerta istamina nel tonno spagnolo. Si sono registrati casi di intossicazione in diverse regioni, precisamente Lazio, Veneto, Basilicata e Puglia. Nelle ultime ore sarebbero rimaste intossicate anche decine di persone a Vicenza. Gli operatori sanitari dell’ospedale San Bartolo di Vicenza si sono trovati davanti a numerosi casi di intossicazione da degradazione dell’istidina, una tossina che innesca una specie di allergia. Diversi vicentini hanno accusato malori simili, disturbi tipici di un’intossicazione alimentare, come nausea, vomito e diarrea. La psicosi, comunque, è ingiustificata. In Italia non c’è nessun pericolo, anche perché la sindrome sgombroide solitamente svanisce da sola, senza l’intervento di medici e infermieri. Anche a Vicenza si sono mosse subito le autorità sanitarie: i veterinari dell’Ulss hanno chiesto il ritiro delle scatole di tonno incriminato da vari ristoranti e supermarket della città. I tranci di tonno a pinna gialla provenienti dalla Spagna e pieni di istamina non devono assolutamente essere consumati. Si rischia l’immediata intossicazione.

Tonno conservato impropriamente

Sembra che l’azienda spagnola che ha esportato il tonno pieno di istamina non abbia rispettato le comuni regole di produzione e conservazione del tonno; insomma, quel prodotto è stato esportato da una ditta che ha violato le norme igienico-sanitarie che regolano la produzione e la conservazione del tonno. Non solo: l’azienda stabilizzava il tonno con vari additivi.

Le autorità sanitarie adesso invitano i vicentini a fare attenzione al tonno che mangiano, verificandone specialmente la colorazione. Quando il tonno ha un colore tendente al blu dovrebbe essere gettato immediatamente e, soprattutto, non consumato. Il rischio sindrome sgombroide, infatti, è elevato. Riportiamo alcuni sintomi del disturbo:

  • orticaria
  • difficoltà respiratorie
  • cefalea
  • arrossamento della pelle
  • diarrea
  • vomito
  • nausea
  • crampi allo stomaco

Decine di vicentini, nei giorni scorsi, si sono presentati al Pronto soccorso del San Bartolo lamentando malori tipici di un’intossicazione alimentare provocata da istamina. Adesso si punta l’indice verso l’azienda spagnola che ha esportato il tonno pinne gialle contaminato.

Il comunicato del Ministero della Salute spagnolo

Lo scorso maggio, il Ministero della Salute spagnolo aveva diffuso un comunicato con cui rendeva nota la presenza di numerosi focolai di sindrome sgombroide, conosciuta anche come ‘mal di sushi’ nel Paese. Quel comunicato era stato inviato anche alle autorità italiane. A distanza di mesi, è ancora allerta istamina nel tonno spagnolo. I vicentini che hanno accusato malori, negli ultimi giorni, ne sono coscienti.

La sindrome sgombroide deriva dalla scorretta conservazione dei prodotti ittici, proprio come il tonno. A far scatenare la malattia è l’istamina, sostanza derivante dalla degradazione del pesce.

Di solito la sindrome sgombroide si dissolve senza l’intervento del personale sanitario. In alcuni casi, però, i pazienti hanno accusato gravi sintomi, come problemi respiratori e perdita della vista.

L’istamina

I batteri, che solitamente si trovano sulla pelle dei pesci e nell’ecosistema marino, possono trasformare l’istidina, un amminoacido esistente nel tessuto muscolare dei pesci, in istamina. E’ proprio questa sostanza a far scatenare la sindrome sgombroide, o ‘mal di sushi’. I pesci più a rischio sono quelli che contengono molta istidina, come tonno, sgombro e alici. La cottura e il surgelamento dei prodotti intossicati non annientano l’istamina. Attenzione massima, dunque!

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