Rita Dalla Chiesa furiosa per la presunta scarcerazione di Riina

By | 6 giugno 2017

Rita Dalla Chiesa amareggiata per le parole della Cassazione su RiinaIeri la Cassazione ha fatto sapere che ogni detenuto, anche se si chiama Totò Riina, ha diritto a una morte dignitosa, facendo intuire che, forse, il ‘Capo dei Capi’ uscirà presto dal carcere. La Suprema Corte ha asserito che il leader di Cosa Nostra è gravemente malato, quindi il regime carcerario potrebbe essere incompatibile con le sue condizioni di salute. In fondo, la giustizia italiana non è afflittiva ma basata sulla rieducazione del reo. E’ difficile accettare, o meglio digerire, tali parole per i parenti delle persone uccise per mano di Totò Riina, come Rita Dalla Chiesa.

L’amarezza di Rita Dalla Chiesa

‘Penso che mio padre una morte dignitosa non l’ha avuta. L’hanno ammazzato lasciando lui, la moglie e Domenico Russo in macchina senza neanche un lenzuolo per coprirli; quindi di dignitoso, purtroppo, nella morte di mio padre non c’è stato niente’. Parole dure ma che testimoniano una profonda amarezza quelle proferite nelle ultime ore dalla figlia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa nel corso di un’intervista al Tg4. Rita Dalla Chiesa è indignata per i termini usati nelle ultime ore dalla Suprema Corte, che ha fatto presagire la prossima scarcerazione del ‘Capo dei Capi’. La nota conduttrice ha sottolineato che porta spesso il nipote tra i carabinieri per insegnare al nipote di avere fiducia nella legalità e nella giustizia. Lo avrebbe fatto anche suo padre se fosse stato in vita. Adesso, però, Rita ritiene che sta sbagliando tutto relativamente alla fiducia nella giustizia.

Dello stesso avviso di Rita Dalla Chiesa è Nando Dalla Chiesa, figlio di Carlo Alberto: ‘Non sono per il no di principio, ma occorrono fior di perizie per decidere se, effettivamente, qualcuno stia davvero morendo e, di conseguenza, mandarlo a casa’.

Il ricordo indelebile dell’uccisione del padre

Rita Della Chiesa non dimenticherà mai quel triste 3 settembre di 35 anni fa, quando apprese la morte del padre. Rita si trovava a Roma, il padre venne massacrato a Palermo. Carlo Alberto Dalla Chiesa venne ucciso insieme alla giovane moglie e a Domenico Russo, agente della scorta. Quest’ultimo spirò dopo qualche giorno. E pensare che con Carlo Alberto ci doveva essere anche la nipotina Elisabetta, ovvero la figlia di Rita. A rivelare l’aneddoto, qualche anno fa, era stata proprio la conduttrice. Il padre voleva trascorrere qualche giorno a Palermo con la sua nipotina ma Rita disse  ‘no’ perché aveva uno strano presentimento. Se Elisabetta fosse stata assieme al nonno avrebbe fatto la sua stessa fine.

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Rita Dalla Chiesa si reca spesso a Palermo. Ha detto che vorrebbe viverci. Una città che le è rimasta nel cuore. Una città, purtroppo, spesso offesa: per molti è l’espressione territoriale della Mafia. A Palermo vivono ed hanno vissuto persone oneste come Carlo Alberto Dalla Chiesa e criminali come Totò Riina.

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