Roma, molesta donna sul bus e scopre che è una poliziotta

By | 10 marzo 2018

autobus-molestie-linea-64-romaE’ andata male a un congolese che stava cercando di molestare una donna sull’autobus della linea 64 di Roma. Non avrebbe sicuramente assunto lo sconcio atteggiamento se avesse saputo che quella donna era una poliziotta, esattamente assistente capo della Squadra mobile nella sezione reati contro le violenze sessuali. L’immigrato è stato immediatamente arrestato. La donna stava tornando a casa, come sempre, dopo una giornata di lavoro. Il congolese le si è avvicinato ed ha iniziato a molestarla. Lei si è subito qualificata, intimandogli di allontanarsi. L’africano, però, ha insistito e la poliziotta è stata costretta a bloccarlo e mettergli le manette.

Ha cercato di baciarla

Un’altra vicenda di molestie a Roma. Stavolta ad avere la peggio è stato il molestatore, che è incappato in una poliziotta. Il congolese, secondo le prime indiscrezioni, avrebbe anche cercato di baciare l’appartenente alle forze dell’ordine. Questa, dopo aver ammanettato lo straniero, ha chiamato alcuni colleghi per farsi aiutare. Nel frattempo, una donna polacca ha sostenuto la poliziotta, evitando la fuga del congolese. Quest’ultimo avrebbe, precedentemente, molestato anche la straniera.

Forze dell’ordine monitorano continuamente i mezzi pubblici capitolini

A Roma le forze dell’ordine hanno aumentato i controlli sui mezzi pubblici per evitare episodi analoghi a quello di ieri su un autobus della linea 64. L’attività di vigilanza di carabinieri e poliziotti, comunque, è orientata non solo ad evitare molestie ma anche furti, rapine ed aggressioni. Sempre a Roma, nei mesi scorsi, i carabinieri della Stazione di Roma Aventino avevano arrestato un senegalese che aveva cercato di molestare una turista 35enne su un bus della linea 916. Era successo a Piazza Venezia. Il senegalese aveva pedinato la polacca anche prima di salire sull’autobus. Sul mezzo pubblico il 59enne si sarebbe strusciato più volte sul deretano della donna. La scena non è sfuggita ai carabinieri in borghese a bordo del bus, che immediatamente hanno bloccato e arrestato il molestatore. Questo, nei giorni seguenti, è stato processato con rito direttissimo.

L’egiziano che molestò la romena sul bus della linea 64

Le molestie sui mezzi pubblici, a Roma, sono quasi all’ordine del giorno. Nove anni fa, su un autobus della linea 64, il cuoco egiziano Wael Abou el Maaty Zakaria si tirò giù i pantaloni e prese di mira una romena, che venne palpeggiata ripetutamente. Anche tale molestatore venne bloccato dalle forze dell’ordine, processato e, infine, condannato a 2 anni di reclusione. Il pm Vincenzo Barba aveva chiesto 2 anni e 4 mesi di reclusione e aveva ritenuto inammissibile rimettere in libertà il molestatore perché in contrasto con le norme sugli sugli abusi sessuali. I giudici del tribunale, però, avevano considerato rilevante il fatto che l’egiziano fosse incensurato e con un lavoro fisso. Al cuoco perciò venne solo imposto l’obbligo di presentarsi quotidianamente dai carabinieri di Riano per la firmare.

Il cuoco egiziano che, nel 2009, molestò la romena si scusò in aula, davanti ai giudici, sottolineando di essersi comportato in maniera indecorosa perché ‘l’autobus era molto affollato…’. E’, questa, una giustificazione plausibile? Assolutamente sì per i magistrati romani che, poco dopo, avevano rimesso in libertà lo straniero incensurato e con un lavoro stabile. Ci domandiamo: se l’egiziano fosse stato disoccupato si sarebbe dovuto aspettare una pena più grave?

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