Roma: suicidio nella Keats – Shelley House, vittima è compagno direttore

By | 5 aprile 2016

Giallo a Roma sulla morte del compagno del Keats – Shelley House, museo ubicato nei pressi della celebre Scalinata di Trinità dei Monti, a Piazza di Spagna

 

 

 

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Il corpo esanime del 34enne Giuseppe S., fidanzato del direttore del celebre museo capitolino, che si trova in uno dei punti più suggestivi di Roma, era nel bagno. Sembra che l’uomo si sia impiccato. Il direttore del museo, 40 anni, e il compagno vivevano in un piccolo locale all’interno del rinomato museo dedicato a due grandi romanzieri inglesi, Percy Bysshe Shelley e John Keats. Il 34enne si sarebbe tolto la vita con una corda, posta sul montante della doccia. Il direttore del museo si era assentato per un po’ dal museo e quanto è tornato si è trovato davanti a una scena raccapricciante. Sul posto sono arrivati poliziotti, carabinieri ed operatori del 118 che, però, non hanno potuto fare altro che constatare la morte del fidanzato del direttore. Il 34enne non ha lasciato messaggi e foglietti, né frasi o annunci sui social che facessero presagire il suo istinto suicida. Sarà compito degli investigatori fare chiarezza sul misterioso episodio, iniziando ad interrogare il direttore del Keats – Shelley House. Forse non tutti sanno che proprio nel luogo dove sorge il suddetto museo, nel 1821 morì John Keats. Aveva 25 anni. Lo scrittore inglese si recò a Roma per frenare i terribili effetti della tubercolosi, su consiglio degli amici e dei medici. La casa-museo si può visitare dal 1909 e contiene documenti, libri, sculture, quadri  e cimeli importantissimi, tutti frutto dell’estro di Lord Byron, Percy Bysshe Shelley e John Keats. Il museo è visitato ogni anno da tantissime persone attratte dal genio di Keats e degli altri romanzieri romantici.

Oltre ad essere un magnifico museo, la Keats – Shelley House rappresenta un luogo veramente suggestivo, posto davanti alla celebre ‘Barcaccia’ del Bernini. In tale luogo visse e morì Keats, che non riuscì a curare la sua tubercolosi (quando si recò a Roma la patologia era in stato avanzato). Lo scrittore inglese, dopo la morte, venne sepolto nel cimitero protestante; pare che la sua tomba sia la più visitata. Sulla lapide campeggiano le seguente parole, scelte dallo stesso poeta: “Qui giace un uomo il cui nome fu scritto sull’acqua”.  Tra gli oggetti rari conservati nel museo di Piazza di Spagna c’è una teca d’argento a forma di conchiglia contenente i capelli di Shelley, Keats, Elizabeth Barrett Browning e John Milton. Sono essenzialmente due i locali più importanti della Keats – Shelley House: una ospita la maschera mortuaria di Keats; l’altra una biblioteca.

John Keats arrivò a Roma assieme al grande amico Joseph Severn per curare la tubercolosi, patologia che aveva già ucciso la madre e il fratello. Affittò un piccolo appartamento al secondo piano di un edificio ubicato a Piazza di Spagna, pagando 5 scudi al mese di affitto. Lo splendido clima della Capitale, però, non servì a nulla, la malattia che stava logorando Keats era in stato avanzato. Il poeta passò a miglior vita il 23 febbraio 1821 in quella casa dove oggi si è impiccato Giuseppe S.

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