Roma, tossicodipendente 16enne muore al Forlanini

By | 9 giugno 2016

Una 16enne è morta ieri a Roma, in un padiglione non più utilizzato dell’ospedale Forlanini. Una persona ha notato che la minorenne stava male, forse per l’assunzione di troppa eroina, ed ha chiamato subito gli operatori sanitari. Ogni tentativo di rianimazione della ragazza è andato a vuoto. La giovane è spirata davanti alla madre, che con lei viveva in uno dei tanti locali abbandonati del noto nosocomio romano.

Era fuggita da un centro di disintossicazione perugino

La 16enne si chiamava Sara ed era tossicodipendente. Per combattere la sua dipendenza, frequentava un centro di disintossicazione a Perugia. La voglia di droga, però, era forte e allora, qualche giorno fa, Sara si è data alla fuga ed è tornata a Roma. Della fuga della giovane si era occupata anche la trasmissione “Chi l’ha visto?”, in onda su Rai 3, dopo la segnalazione della scomparsa fatta dalla madre. La ragazza è stata scoperta ieri, verso le 10, in pessime condizioni. I medici hanno fatto di tutto per salvarle la vita ma la minorenne è spirata. La colpa? Quella dipendenza dalla droga che la aveva anche fatto lasciare il centro di recupero di Perugia, quel luogo dove avrebbe dovuto ritrovare la serenità. Invece no, la 16enne non ce l’ha fatta a restare nella struttura per tossicodipendenti: la voglia di droga era troppo forte. La mamma della vittima si era impensierita quando aveva appreso che la figlia era fuggita dal centro di recupero di Perugia, denunciandone la scomparsa alle forze dell’ordine e a “Chi l’ha visto?”. Ieri il drammatico ritrovamento.

Atteso referto esami tossicologici

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Gli agenti del commissariato Monteverde sono subito arrivati nel padiglione del Forlanini  ed hanno iniziato a compiere accertamenti per scoprire la causa di morte della 16enne. Si attende il referto degli esami tossicologici e l’ipotesi più avvalorata, al momento, è quella del decesso dovuto ad overdose di eroina. La droga, dunque, potrebbe aver fatto un’altra vittima. Non è facile uscire dal tunnel della dipendenza dalla droga, specialmente dall’eroina, e molti tossicodipendenti, purtroppo, muoiono a causa degli stupefacenti. La droga è un killer che, ogni giorno, ‘sopprime’ tantissime persone: giovani e anziani, ricchi e poveri, persone comuni e celebrità. C’è chi riesce a vincere la tossicodipendenza frequentando centri di recupero; altri, come la 16enne morta nelle ultime ore al Forlanini, sono sopraffatti dal problema. Molti riescono a contrastare la dipendenza dall’eroina ma iniziano a consumare altre sostanze intossicanti, come gli ansiolitici e l’alcol. Il vero problema è che nei centri di disintossicazione viene curata soprattutto l’intossicazione da stupefacenti ma, spesso, si dà poco rilievo all’aspetto psicologico, alla smania ossessiva di drogarsi: ecco perché molti ex tossicodipendenti sono in bilico perché lo spettro delle sostanze stupefacenti è lì, aspetta, e alla prima occasione utile agisce.

Ex tossicodipendenti vanno aiutati

Gli ex tossicodipendenti vanno aiutati anche dopo il periodo, più o meno lungo, nei centri di recupero. E’ bene che tali soggetti continuino ad assumere medicinali anti-dipendenza come buprenorfina e metadone perché altrimenti il rischio di ricaduta diventa elevato. Uscire da tunnel della droga non significa trionfare ma vincere una battaglia: l’assistenza psicologica è ovviamente molto importante, e deve essere fornita non solo dal personale sanitario ma anche dai familiari del drogato.

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