Rovigo, romeno uccide la madre malata terminale

By | 6 novembre 2017

Rovigo, malata terminale uccisa dal figlioEnnesimo dramma della disperazione in Italia. Un 22enne, Stefan Halapciug, ha ucciso la madre, Tatiana Halapciug, affetta da una grave forma di cancro, con diverse coltellate. Tatiana era romena, così come il figlio, ma viveva da anni a Rovigo. A scoprire la tragedia è stato il marito della vittima, e padre dell’omicida. I poliziotti, dopo aver accertato il delitto, hanno portato il romeno in carcere. Dovrà rispondere di omicidio. Alcuni parenti della vittima hanno rivelato agli investigatori che il 22enne era cambiato, da un po’ di tempo, ed era finito in un brutto giro a causa di amicizie sbagliate. Nei mesi scorsi Stefan era anche finito in ospedale per un malore. ‘Era malato, non c’è altro da dire non stava bene’, ha detto una familiare ai poliziotti. Il ragazzo, comunque, non aveva precedenti e non si era mai comportato in modo violento con la madre, malata terminale di cancro. ‘Al massimo alcune discussioni con i genitori che invitavano il ragazzo a una vita maggiormente regolare, a non fare tardi la sera e via dicendo’, hanno riferito i familiari.

Stefan era anche caduto dal balcone

Nulla, ieri sera, aveva fatto pensare che in quella casa di Rovigo si sarebbe consumato un omicidio. Il 22enne si era addormentato dopo aver visto un film in tv. Poi è successo qualcosa che gli investigatori dovranno accertare. Ma cosa? La vittima, per vivere, faceva le pulizie in diverse palazzine e palestre di Rovigo; il marito, invece, sarebbe attualmente senza un impiego.

Il legale del ragazzo potrebbe improntare la sua strategia difensiva sulla fragilità emotiva del romeno, che non riusciva più a tollerare le sofferenze della madre, gravemente malata.

Gli investigatori hanno scoperto che Stefan, in passato, era caduto dal balcone. Forse l’incidente non era stato fortuito ma deliberato.

Vari i motivi che possono aver portato il 22enne ad uccidere, tra cui l’incapacità, l’impotenza di fronte alla malattia della madre. E’ probabile dunque che Stefan sia rimasto vittima della disperazione per le condizioni di salute della madre, decisamente gravi.

La disperazione che spinge ad uccidere

Qualche mese fa, era rimasta vittima della disperazione Giuseppina Redivo, una 79enne di Roveredo in Piano, in provincia di Pordenone. L’anziana aveva preso l’abat-jour di casa ed aveva colpito il marito malato; poi si era soffocata con una busta di plastica in testa.

Giuseppina non riusciva più a vedere il marito, Roberto Redivo, ridotto in condizioni pietose. Passa praticamente tutto il giorno su un letto a causa di una malattia degenerativa; inoltre all’anziano era anche stata diagnosticata da poco una patologia terminale. Roberto non aveva molto da vivere e Giuseppina, probabilmente, aveva deciso di non farlo soffrire più. A scoprire i cadaveri dei due anziani era stata Mariagrazia, la figlia, che aveva anche trovato il messaggio dalla madre, chiaro indizio della premeditazione dell’omicidio-suicidio.

‘Non ce la faccio più, perdonate per il dolore che vi sto dando ma non posso più vedere soffrire il papà in questo modo ed anche per me il tempo è ormai scaduto’, aveva lasciato scritto l’anziana di Pordenone. Sembra che anche a lei fosse stata diagnosticato un male incurabile.

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