Ruba caramelle sugli scaffali, licenziamento legittimo

By | 13 ottobre 2017

Ruba caramelle: licenziato è legittimo, pronuncia della CassazioneE’ legittimo licenziare il dipendente che ruba caramelle nel supermarket? Sì, almeno per la Corte di Cassazione, che recentemente si è dovuta pronunciare sul caso del dipendente di un supermarket che aveva rubato meno di 10 euro di caramelle. L’addetto era stato licenziato dal datore di lavoro dopo essere stato sorpreso all’uscita del supermarket con le caramelle in tasca. Ad incastrarlo era stato l’allarme antitaccheggio (sui pacchetti di caramelle c’erano dei nastri invisibili). L’uomo non era stato in grado di motivare la presenza di tale merce nelle sue tasche, limitandosi ad affermare di essere vittima di un tranello ideato dal capo della sicurezza, per farlo allontanare. Nonostante il valore esiguo della merce sottratta dal supermercato e l’assenza di precedenti disciplinari, sia i giudici di primo grado che quelli di secondo grado avevano dato ragione al datore di lavoro, confermando la legittimità del licenziamento dell’addetto al rifornimento scaffali. I magistrati non avevano in mano nessuna prova a sostegno della versione del dipendente, ovvero del presunto complotto ai suoi danni.

Vietato rubare

Chi lavora nei supermercati deve fare attenzione a quello che fa. E’ vietato assolutamente rubare. Tutto. Anche se un dipendente viene beccato a rubare qualcosa di modesto valore rischia il licenziamento. Si evince dalla suddetta sentenza della Cassazione, con cui ha confermato la legittimità del licenziamento dell’addetto al rifornimento scaffali che aveva rubato caramelle. Anche i giudici della Suprema Corte hanno riconosciuto la ‘gravità della condotta contestata e la proporzionalità della sanzione espulsiva’.

La condotta del dipendente del supermercato che ha sottratto caramelle, secondo i magistrati, ha violato il rapporto di fiducia che deve sempre sussistere tra lavoratore e datore di lavoro.

‘Il dimostrato carattere fraudolento, nella specie palesemente doloso e premeditato, è stato ritenuto sintomatico della sua inaffidabilità e, come tale, idoneo ad incidere in maniera grave ed irreversibile sull’elemento fiduciario, nonostante la modesta entità del danno patrimoniale e la mancanza di precedenti disciplinari’, hanno stabilito i giudici della Cassazione.

Il rapporto fiduciario tra dipendente e datore di lavoro

Gli ermellini, di recente, hanno così confermato quanto stabilito in passato, ovvero che il furto del lavoratore giustifica sempre il licenziamento per giusta causa, a prescindere dall’entità dei beni rubati. Ciò che è rilevante, in questi casi, è la lesione del rapporto di fiducia tra datore di lavoro e lavoratore.

A far scaturire il licenziamento non è certo il valore dell’oggetto rubato ma l’atteggiamento del lavoratore, sintomo di poca lealtà e correttezza, nonché di scatto rispetto delle leggi e delle norme aziendali. Il dipendente furbetto, infatti, potrebbe rubare ancora.

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