Fa salire gatto randagio su bus per malati Alzheimer: infermiera licenziata

By | 12 luglio 2017

Gatto randagio sul bus dei malati: infermiera licenziataUn gesto umano è costato caro a un’infermiera di Bari, è costato il licenziamento. L’unica colpa di Patrizia Antonino è stata quella di far salire un gatto randagio su un bus che trasportava malati di Alzheimer. La voglia di salvare quel micio randagio sul ciglio della strada era stata troppo forte e l’infermiera l’aveva subito fatto salire a bordo, non immaginando minimamente che il gesto l’avrebbe fatta restare senza lavoro. Poco dopo quell’episodio, infatti, la donna aveva ricevuto una missiva di sospensione, con cui le veniva chiesto di fornire delucidazioni; successivamente è arrivato il benservito della cooperativa per cui prestava servizio da tempo. Patrizia ha raccontato la sua storia al Corriere della Sera, sostenendo di essere stata punita per un’azione solidale. Nessun anziano era contrario, anzi tutti erano esaltati dalla presenza di un amico a quattro zampe sul bus.

Il gatto poteva avere malattie

Patrizia Antonino non aveva fatto nient’altro che continuare e ultimare il giro di assistenza con il gatto randagio sul bus. La notizia, però, era giunta subito alla cooperativa Anthropos che, dopo aver chiesto spiegazioni all’infermiera, ha provveduto a licenziarla. I vertici della cooperativa hanno affermato: ‘L’animale poteva avere malattie e non era custodito nella gabbietta prevista dalla legge’. La Antonino si è già messa in contatto con i suoi avvocati per proporre un ricorso preordinato alla reintegrazione nel posto di lavoro, in quanto quel provvedimento le sembra alquanto esagerato. Anche il popolo del web si schiera dalla parte dell’infermiera barese, lanciando una petizione per la sua reintegrazione nel posto di lavoro.

La cooperativa Anthropos ha disposto il licenziamento dell’infermiera Patrizia Antonini perché la lavoratrice ha fatto salire, di sua spontanea volontà, un animale sul bus che trasportava malati di Alzheimer. Quel micio, secondo i vertici della cooperativa, era randagio e quindi non vaccinato. Tale circostanza, dunque, avrebbe messo in pericolo la salute dei tanti anziani sul bus. Nessun malato, comunque, aveva espresso il suo dissenso riguardo alla presenza del micio sul bus, anzi c’era un’atmosfera di serenità. L’infermiera aveva in primis voluto salvare quel gattino e poi rallegrare un po’ i pazienti. Recenti studi, infatti, hanno dimostrato che la Pet Therapy, ovvero la terapia che si basa sull’utilizzo di animali domestici per migliorare l’umore dei malati, è molto efficace anche in caso di Alzheimer.

Era proprio opportuno licenziare Patrizia Antonini?

L’Italia è proprio il Paese dei mille paradossi. Ci si lamenta dei continui abbandoni di animali e poi si punisce chi salva un gatto randagio. La cooperativa Anthropos ha le sue ragioni, che tra l’altro ha sottolineato più volte, ma resta il dubbio sull’opportunità del licenziamento. Era proprio il caso di licenziare la signora Antonini? Non sarebbe stato meglio sospenderla per qualche giorno e poi farla tornare al lavoro? Domande più che legittime che sorgono spontaneamente. Gli avvocati dell’infermiera pensano che il provvedimento sia stato eccessivo e faranno il possibile per ottenere la reintegrazione nel posto di lavoro della loro assistita. Ci riusciranno? Tutti dipenderà anche dall’atteggiamento dei giudici. E’ doveroso precisare che gatti e cani randagi, non essendo vaccinati, possono trasmettere all’uomo patologie come tetano e rabbia.

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