San Valentino, festa degli innamorati, storia e tradizioni

By | 5 febbraio 2014

San Valentino, le origini e le leggende

Sono svariati i paesi nel mondo in cui il 14 febbraio di ogni anno si celebra San Valentino, la festa degli innamorati; in San Valentinolinea con la tradizione, in questo particolare giorno gli innamorati sono soliti scambiarsi romantiche lettere, cartoline e rinnovare l’un l’altro le promesse d’amore in intime cene a lume di candela.
Al pari del Natale o del Capodanno, San Valentino è divenuta una festa che suscita contrastanti reazioni: entusiasmo,  euforia, pena, disgusto, preoccupazione, indifferenza. Molti fidanzati vivono la vigilia di San Valentino con la stessa ansia con cui si attende l’esito di un esame oncologico, altri invece iniziano mesi prima a cercare una sorpresa che lasci sbalordita la propria metà.

Vediamo però da un punto di vista storico dove affonda le sue radici il culto di Valentino, il santo che ha legato il suo nome all’amore.
I primi riferimenti risalgono ai tempi dell’impero romano, con ben tre martiri e religiosi di nome Valentino come papabili candidati al ruolo di venerabile: Valentino di Roma, Valentino di Terni, Valentino africano. Quest’ultimo purtroppo dobbiamo liquidarlo senza molti onori perché sappiamo solo che morì decapitato in Africa(provincia romana). Sugli altri due qualche notizia in più sembra esserci, ma è bene fare una noiosa premessa: prima che la religione cristiana venisse riconosciuta a Roma con l’editto di Milano emesso da Costantino il grande, l’imperatore Diocleziano mise in atto una capillare e sanguinaria repressione del culto, perseguitando i cristiani e distruggendone testi ed opere, cosicché oggi ci restano soltanto una manciata di scritti relativi al periodo.
Tanto per cominciare, le vite di Valentino vescovo romano e di Valentino di Terni, entrambi martirizzati sulla via Flaminia, sono accomunate dai principali fatti salienti, al punto che qualcuno ritiene possa essersi trattato di un unico santo.
Secondo l’agiografia ufficiale, Valentino di Roma patì il martirio sotto l’impero di Claudio il Gotico.
Sembra che il religioso predicasse l’amore totale fra gli uomini e celebrasse matrimoni segreti fra i soldati romani, cosa che non era ben vista dagli imperatori che ritenevano sconveniente anteporre le distrazioni sentimentali alla gloria dell’impero. Sebbene non risulta che Claudio il Gotico fosse particolarmente intransigente su questa linea, Valentino fu da lui convocato per il suo comportamento scorretto, e gli venne chiesto di rinnegare la propria fede. Non soltanto egli si rifiutò, ma tentò di convertire l’imperatore pagano al cristianesimo: un onta gravissima che pagò con la vita.
Valentino di Terni fu invece sottoposto al martirio durante la persecuzione cristiana dell’imperatore Aureliano.

La leggenda

Secondo la leggenda, San Valentino durante la reclusione fu pervaso da un amore totale verso una fanciulla di nome Giulia, figlia di uno dei giudici che l’avevano condannato, Asterius.
La ragazza era cieca ma a differenza di chi l’aveva messa al mondo, nobile di cuore. Sotto gli occhi di Asterius Valentino pose le sue mani sui bulbi della giovane ed ella miracolosamente riacquistò la vista, lasciando attoniti tutti i presenti. La famiglia di Giulia, acerrima nemica del cristianesimo, si convertì alla fede, ma non fu possibile per Valentino aver salva la vita: l’imperatore Claudio Il Gotico lo fece decapitare ugualmente.
Qualche istante prima di morire , con il boia pronto a far calare la scure sul suo capo, il martire affidò nelle mani di Giulia un biglietto che recava scritto un breve ma significativo messaggio:”Tuo Valentino…”. La fanciulla non ebbe però modo di dargli un ultimo addio.
A questo dettaglio si fa risalire l’usanza di scambiarsi le lettere per il giorno di San Valentino.

Invece è stata contestata, in tempi più recenti le connessione spesso data per certa acriticamente,  fra la festa dei Lupercalia in onore del Dio Fauno che intercorre dal 13 al 15 di febbraio, e la festività di San Valentino. Papa Gelasio I secondo gli storici richiese a Roma ed ottenne l’abolizione dei Lupercalia, perché troppo promiscui, sostituendoli con la celebrazione di San Valentino. In realtà non sembrano esserci prove sufficienti per dimostrare tale tesi, a partire dalla protesta di Gelasio che secondo alcuni storici potrebbe non essere mai avvenuta.

Ben più rilevante è il contributo folkloristico dato nel 1381 dal poeta Geoffrey Chaucher, nel suo componimento in onore del matrimonio fra Re Riccardo II d’Inghilterra e Anna di Boemia. In esso l’amore romantico è celebrato attraverso una metafora con l’accoppiamento degli uccelli nel giorno di San Valentino, a metà febbraio. Cosa alquanto particolare perché gli uccelli in Inghilterra non si accoppiano a metà febbraio; eppure anche altri letterati in seguito faranno ricadere in quei giorni l’accoppiamento dei volatili, forse prendendosi qualche speciale licenza poetica.

La tradizione delle cartoline di San Valentino risale invece al 1800, quando un editore britannico mise in vendita delle immagini raffiguranti cuori, puttini e innamorati da regalare alla propria metà. Fu un’idea che ebbe un enorme successo e che sul finire dell’ottocento fu sdoganata anche in America. In Europa la tradizione di scambiarsi doni per San Valentino prese piede intorno alla metà dell’ottocento ma negli anni a seguire non si limiterà soltanto alle lettere: oggi per San Valentino gli innamorati si scambiano dolciumi, cioccolata, fiori, anelli e tutto ciò che la fantasia suggerisce.
Era forse questo il messaggio di San Valentino? E ancora, qual è la vera storia di questo santo di cui conosciamo così poco? Probabilmente non lo sapremo mai, per adesso noi ci accontentiamo di augurare un buon San Valentino a tutti gli innamorati e un ancor più felice San Faustino ai single.

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