Esteri

Servizio civile: 55 posti per 16 destinazioni nel mondo

A Bologna la presentazione nazionale dei progetti di servizio civile all’estero della Comunità Papa Giovanni XXIII

Combattere la malnutrizione in Zambia, offrire un tetto ai bambini di strada di Haiti, integrare i disabili fisici e mentali in Bangladesh: sono alcune delle opportunità che vengono proposte ai giovani fra i 18 e i 28 anni di tutta Italia.
Giovedì 16 giugno a Bologna in via L. Pirandello 9 (loc. S. Donato) l’infoday presenterà in maniera approfondita i progetti di servizio civile nazionale attivati all’estero attraverso la Comunità Papa Giovanni XXIII.
Damiana Perdoncini e Davide Papa, referenti per il servizio civile all’estero della Comunità li illustreranno dalle ore 10 alle 16 nei locali del Circolo La Fattoria di Bologna; al pomeriggio sarà possibile per i partecipanti richiedere dei colloqui individuali di orientamento e di confronto sulle motivazioni che spingono a partire. Il servizio civile nazionale all’estero rappresenta una grande opportunità per i giovani tra i 18 e i 28 anni che vogliono fare una una nuova esperienza all’estero, maturare sul piano personale e professionale, ed aiutare gli altri. Il bando ha cadenza annuale e ad esso possono aderirvi giovani che conoscono almeno una lingua straniera. La durata del volontariato all’estero, così come quello nazionale, è di 12 mesi. I giovani saranno impegnati, nell’arco della settimana, per un minimo di 25 ore a un massimo di 40. Un’esperienza formativa ed edificante per molti giovani che vengono a trovarsi a realtà difficili, nettamente opposte alla propria. Ogni volontario percepisce, mensilmente, 433,80 euro al mese a cui si aggiunge un’indennità giornaliera di 15 euro. Sono invece i promotori del progetto a pagare le spese per il mantenimento e l’alloggio dei volontari. Le nazioni in cui è possibile svolgere attività di volontariato sono indicate nei bandi che, come detto, vengono emessi annualmente. Tra gli enti che finora hanno promosso iniziative di volontariato all’estero, oltre alla Comunità Papa Giovanni XIII, ricordiamo Arci Servizio Civile, Caritas Italiana, MODAVI Onlus e Volontari nel Mondo – FOCSIV.
La Rete Caschi Bianchi, a cui aderiscono anche la Comunità Papa Giovanni XXIII e la Caritas Italiana, hanno creato il sito web antennedipace.org in cui si possono leggere le splendide esperienze vissute da molti volontari all’estero, esperienze decisamente importanti, formative e toccanti. E’ encomiabile lo sforzo che, all’estero, in nazioni ‘difficili’, fanno ogni giorno tantissimi volontari. Capita spesso, infatti, che quest’ultimi si ammalino di malaria e patologie simili, visto che operano spesso in zone rurali, non bonificate, dove manca praticamente tutto quello che sembra scontato nei Paesi di provenienza. Le Ong aiutano i poveri, gli affamati, gli ammalati e i deboli in molte nazioni, reclutando, ogni anno, nuovi volontari. Speriamo che eventuali tagli, in futuro, non mettano in pericolo il servizio civile all’estero. Ogni volontario, infatti, ha diritto a una paga per l’attività svolta all’estero. Meglio tagliare cose futili, non il volontariato all’estero, perché altrimenti molti giovani italiani verrebbero privati di un’ottima occasione di crescita personale e professionale, nonché della possibilità di relazionarsi con persone di altre nazioni ed aiutarle. E’ capitato anche che molti volontari sono rimasti così affascinati dalla nazione dove hanno svolto il servizio civile che vi si sono stabiliti permanentemente.

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