Sfruttavano permessi legge 104 per andare in vacanza

By | 11 aprile 2018

legge-104-truffa-teramoEnnesimo caso di dipendenti infedeli. Invece di assistere i famigliari con handicap, due dipendenti della Asl di Teramo si facevano i fatti propri e  spesso si concedevano qualche vacanza. Fatto sta che tali soggetti si sono assentati indebitamente dal lavoro per più di 1.300 giorni. Tutti credevano che gli impiegati trascorressero il tempo, quando non erano in ufficio, a casa ad assistere i parenti malati o invalidi; invece facevano tutto fuorché accudire i cari.

Dipendenti infedeli pedinati e immortalati

La Procura abruzzese, dopo le indagini eseguite dagli uomini della Guardia di finanza, chiede il rinvio a giudizio per truffa aggravata ai danni dello Stato, nonché il sequestro preventivo di beni per un valore superiore ai 70mila euro.

loading...

Se non fosse stato per le Fiamme Gialle della Tenenza di Nereto (Teramo), forse i due dipendenti truffaldini non sarebbero mai stati scoperti ed avrebbero continuato a truffare lo Stato e tutti i cittadini onesti.

I dipendenti imbroglioni sono stati immortalati più volte e pedinati dagli uomini della Gdf. Visionati anche i Telepass autostradali. Il risultato dell’attività investigativa non lascia spazio a dubbi: la coppia di impiegati abruzzesi non assisteva i familiari con handicap quando non era al lavoro. C’è stato dunque un forte abuso della legge 104.

Secondo il gip, i dipendenti non avrebbero solo perseguito un ingiusto profitto mediante i vantaggi della legge 104 ma anche causato ‘un grave pregiudizio all’efficienza del servizio offerto all’utenza nonché al buon andamento della Pubblica Amministrazione, compromettendo il legittimo affidamento e la fiducia che la collettività ripone in chi svolge funzioni pubbliche’.

Abuso della legge 104 e rischio licenziamento

Se il lavoro ottiene i permessi contemplati dalla legge 104/92, ovvero quelli per assistere i familiari malati o con disabilità, può usare solo parte del tempo? Assolutamente no. Lo ha stabilito la Cassazione, aggiungendo che tale violazione rappresenta una causa di licenziamento legittimo. Chi abusa della legge 104, dunque, rischia di perdere il proprio posto di lavoro.

Ricordiamo che, secondo la legge 104, possono beneficiare dei permessi retribuiti i lavoratori che hanno familiari con una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che rende difficile l’apprendimento, la vita di relazione o l’integrazione.

Il lavoratore che non accudisce sempre il parente malato

La Cassazione si era pronunciata sul caso di un lavoratore che aveva beneficiato dei permessi richiesti contemplati dalla Legge 104/92 ma aveva accudito il parente solamente per 4 ore e 13 minuti, ovvero il 17,5% delle ore concesse e pagate. Il lavoratore dunque non aveva usato i permessi solo per assistere il familiare e per questo era stato licenziato.

L’uomo aveva impugnato il provvedimento ma sia in primo che secondo grado i giudici avevano dato ragione al datore di lavoratore. Era stato confermato cioè un ‘reiterato disinteresse del lavoratore rispetto alle esigenze aziendali e dei principi generali di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto, senza che potesse rilevare in senso contrario, stante l’idoneità della condotta a ledere il rapporto fiduciario, la sussistenza di un marginale assolvimento dell’obbligo assistenziale’.

La Cassazione, con la sua sentenza, ha confermato la sussistenza di un atteggiamento inadeguato e non consono al principio di buona fede. Sentenza di secondo grado confermata e impiegato senza lavoro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *