Shock in aula, Slobodan Praljak beve veleno: ‘Non sono un criminale di guerra’

By | 29 novembre 2017

Quando i giudici hanno confermato, in Appello, la condanna a 20 anni di reclusione per crimini di guerra ha bevuto un po’ di veleno. E’ successo durante un’udienza, davanti ai magistrati del Tribunale dell’Aia per i crimini di guerra in Ex Jugoslavia. L’imputato che ha bevuto il veleno è Slobodan Praljak, ex comandante delle forze croato-bosniache. L’avvocato del 72enne, Natasa Faveau-Ivanovic, ha dichiarato: ‘Il mio cliente ha detto di avere bevuto del veleno stamattina’. 

Crimini di guerra contro i bosniaci musulmani

Praljak ha affermato di aver sorseggiato un po’ di veleno dopo che i giudici dell’Aia l’hanno condannato a 20 anni di reclusione per crimini di guerra contro i bosniaci musulmani.

‘Non sono un criminale di guerra, mi oppongo a questa condanna’, ha urlato in aula l’ex comandante.

I giudici hanno immediatamente sospeso l’udienza e chiamato un dottore. Il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia cesserà di esistere a dicembre. Quella emessa nei confronti di Praliak è l’ultima sentenza.

Praljak si è seduto ed accasciato

Un avvocato che ha assistito alla scena ha detto che Praljak, dopo aver bevuto la sostanza venefica, si è seduto ed accasciato.

Secondo una guardia giurata, l’ex comandante è stato trattato per oltre un’ora dal personale sanitario.

Il principale sospettato della Corte, l’ex presidente della Jugoslavia, Slobodan Milosevic, venne stroncato da un attacco cardiaco nel 2006, qualche mese prima della sentenza nel processo relativo all’accusa di genocidio.

Secondo alcuni documenti, due imputati in attesa di processo, Slavko Dogmanovic e Milan Babi, si sarebbero impiccati in cella: il primo nel 1998, l’altro nel 2006.

Praljak avrebbe ordinato la distruzione di un ponte di Mostar

Praljak e i suoi alleati cercarono di creare la Repubblica croata della Bosnia-Erzegovina, una sorta di enclave etnicamente croata che avrebbe avuto Mostar come Capitale. Nel 1994, in virtù dell’accordo di pace, tale Repubblica si fuse con l’attuale Bosnia Erzegovina.

La zona ad est di Mostar, durante i combattimenti, venne distrutta. L’80% delle case e degli edifici venne raso al suolo.

Il generale Praljak è stato anche accusato di aver ordinato, nel novembre del 1993, la distruzione del famoso ponte di Mostar risalente al 16° secolo. Tale devastazione provocò seri problemi alla popolazione musulmana.

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