Cronaca

Si dà fuoco nella sede Inps: disoccupata esausta del sistema italiano

Si dà fuoco alla sede Inps: disoccupata chiedeva indennitàConcetta Candito, 46enne di Settimo Torinese, aveva perso il lavoro da qualche mese. Faceva le pulizie in una birreria poco distante da Torino. Per lei quell’impiego part-time era tutto, le consentiva di restare autonoma, di non chiedere nulla ai genitori e ai parenti. Perché è umiliante chiedere sempre sostegno economico agli altri per un quarantenne. Concetta non voleva altro che la sua indennità di disoccupazione che, per cavilli burocratici, non era arrivata. La 46enne, allora, ha deciso di recarsi presso la sede Inps di Corso Giulio Cesare, a Torino, per chiedere lumi. Poco prima di recarsi presso gli uffici Inps e compiere un gesto estremo, Concetta aveva scritto sulla sua bacheca Facebook: ‘Oggi vado all’Inps e li faccio tutti neri o viola. Comunque sia gli cambio i connotati e gli attributi’.

L’autonomia di Concetta era in bilico

Parole forti quelle scritte dalla disoccupata 46enne di Settimo Torinese, dettate dal rancore dovuto alle continue umiliazioni. Il sistema italiano non ha mai dato nulla di rilevante alla povera Concetta e a tanti altri italiani. Lei era sempre stata una precaria. Da quanto aveva perso il lavoro, però, la vita della 46enne era diventata veramente difficile perché la sua indipendenza era in bilico. Senza un lavoro si finisce per perdere buona parte della dignità ma questo sembra che gran parte dei politici italiani non vogliano capirlo. Dopo essersi presentata alla sede Inps di Torino, la Candito ha gridato ‘non ce la faccio più’ e, davanti all’impiegata con cui stava discutendo animatamente, si è gettata del liquido infiammabile sul corpo, soprattutto sul viso e sulle braccia, e si è data fuoco. Provvidenziale si è rivelato il tempestivo intervento di un maghrebino in fila. E’ stato proprio grazie a questo che Concetta ha riportato gravi ustioni ‘solo’ sul 25% del corpo. Giuseppe, il fratello di Concetta, adesso vuole incontrare l’uomo che ha salvato la sorella: ‘Mi piacerebbe incontrarlo e ringraziarlo. Potrò riabbracciare mia sorella grazie a lui’.

Dramma che si poteva evitare: bastava un lavoro

Tragedia nella sede Inps di Torino. Un dramma che non sarebbe certamente mai avvenuto se Concetta non avesse perso il lavoro e, di conseguenza, non avesse maturato il diritto all’indennità di disoccupazione. La 46enne di Settimo vive con il compagno, anche lui disoccupato, in un appartamento. Ultima di quattro figli, Concetta aveva svolto le pulizie in una birreria alle porte di Torino per 10 anni; poi il licenziamento. Il titolare della birreria, sconvolto per l’evento tragico accaduto nelle ultime ore, ha dichiarato: ‘E’ stata con noi per diversi anni; poi alla fine dello scorso dicembre, abbiamo dovuto esternalizzare il servizio di pulizia. Si è fatto di tutto per salvare la maggior parte dei posti di lavoro, ma non è stato possibile’.

L’Inps, nelle ultime ore, ha specificato che il primo pagamento in favore della Candito è stato accreditato lo scorso 26 giugno 2017. Forse Concetta non se n’era accorta, perché troppo scossa e desolata. Chissà. Fatto sta la 46enne ha rischiato grosso. La donna era diventata una ‘torcia umana’ nella sede Inps. Le parole dell’impiegata che aveva di fronte, evidentemente, l’avevano demoralizzata e sconvolta. Nel giro di qualche secondo, Concetta ha preso due bottigliette dalla sua borsa, versando il contenuto sul suo corpo; poi ha appiccato il fuoco. Una tragedia, in un certo senso, annunciata perché la 46enne aveva scritto su Fb che in quella sede Inps avrebbe fatto qualcosa di eclatante.

La rabbia verso i politici

Proprio su Facebook, negli ultimi mesi, la donna di Settimo esternava il suo disagio e il suo rancore nei confronti di un sistema che non comprende i bisogni dei cittadini. Nel suo mirino finivano quasi sempre i politici. Il fratello di Concetta, Giuseppe, ha affermato: ‘Ha fatto un gesto disperato ma bisogna valutare tutte le concause. Aveva subito un licenziamento che riteneva ingiusto, stava cercando di recuperare il trattamento di fine rapporto che era stato bloccato dopo il ricorso. Non riusciva nemmeno ad ottenere l’assegno di disoccupazione che pure le spettava’.

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