Si impicca nel parco: l’azienda non lo pagava da mesi

By | 29 marzo 2018

operaio-romeno-suicidio-torinoUn carpentiere romeno di 53 anni ha deciso di suicidarsi perché l’azienda per cui lavorava non lo pagava da mesi. L’uomo era preoccupato per la sua condizione economica. Il corpo senza vita di Ivan Simion, operaio romeno, è stato scoperto nel parco di Stupinigi, a Torino. L’uomo, secondo le prime indiscrezioni, viveva a Orbassano, in provincia di Torino. La moglie aveva segnalato la scomparsa dell’immigrato perché non lo aveva visto tornare a casa. Dopo qualche ricerca, i militari hanno trovato il cadavere nel parco. Sembra che il romeno soffrisse da tempo di depressione, dovuta ai problemi economici. L’azienda non lo pagava e non sapeva come affrontare le spese.

Carabinieri avvertiti dalla moglie del suicida

La moglie Ekaterina si era preoccupata perché non era rincasato e ne aveva segnalato la scomparsa ai carabinieri. Ivan Simion non era tornato a casa perché si era tolto la vita. Il romeno ha lasciato un biglietto che consente di scoprire il movente del suicidio: i problemi economici e l’ansia di non riuscire a mantenere la famiglia. La moglie lavorava ma quello che guadagnava non consentiva di coprire tutte le spese mensili. Ieri pomeriggio, dopo aver accompagnato la moglie al lavoro con la sua vettura, Ivan si è recato nel parco Stupinigi e l’ha fatta finita. Prima però aveva scritto il biglietto. Parole da cui si evince la tristezza di una persona. Un’altra vittima di uno Stato spesso cinico e insensibile, specialmente con i più deboli.

La crisi dei cinquantenni

Sono i quarantenni e i cinquantenni quelli che sentono maggiormente la crisi economica in Italia. Difficile per loro ricollocarsi nell’eventualità della perdita del lavoro. Il romeno Ivan aveva 53 anni, qualche anno in meno di Antonio Nozzolillo, operaio dell’ex Consorzio unico di bacino per i rifiuti che si era impiccato al cancello di casa, a Sparanise (Caserta). Antonio (57 anni) si era suicidato perché, come il romeno di Orbassano, non veniva pagato da diversi mesi. La sua azienda era in crisi ed era molto preoccupato. Nozzolillo ha lasciato moglie e 3 figli.

Il sindacato, dopo la morte di Nozzolillo, aveva diffuso il seguente comunicato: ‘Walter Celestino congiuntamente alla dirigenza regionale del sindacato azzurro porge le più sentite condoglianze di vicinanza alla famiglia. Persona onesta e laboriosa con alte qualità professionali dedito alla famiglia e al lavoro. Lavoro che per colpe delle responsabilità e incapacità della politica e dei politici tutti gli era stato rubato. E’ assurdo nel 2018 morire, così a tutti questi politici ricordo loro che Papa Bergoglio tempo fa disse che non tutelare il diritto al lavoro da parte delle istituzioni e dei politici costituisce peccato su queste parole invito tutti a riflettere. Faccio appello al presidente della repubblica Mattarella quale garante della Costituzione di vigilare sulla politica in merito alla vicenda dei lavoratori dei consorzi dei rifiuti della regione Campania che in 20 anni di mala gestione ha causato già una decina di morti sul lavoro’.

‘Ennesima tragedia nel mondo del lavoro ha colpito un altro lavoratore del CUB e per la precisione il sesto. Lo stesso, nella cittadina di Sparanise, si è tolto la vita mediante impiccagione a causa della grave situazione economica che aveva inclinato anche i rapporti con la sua famiglia e portandolo quindi all’estremo evento. Triste e drammatica la sua lettera di addio che, per motivi di privacy e sensibilità, volutamente non divulghiamo…’, avevano precisato i dipendenti dei consorzi della Regione Campania dopo il suicidio dell’operaio di Sparanise.

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