Cronaca

Sindaco di Acireale Barbagallo arrestato per corruzione e turbativa d’asta

acireale-sindaco-arrestoRoberto Barbagallo, sindaco di Acireale, è finito in carcere con l’accusa di corruzione e turbativa d’asta. Il primo cittadino è stato arrestato insieme ad altre 7 persone, finite ultimamente nel mirino della Procura. A mettere le manette a Barbagallo sono stati gli agenti della Guardia di Finanza di Catania, dietro ordine del gip di Catania. La Procura aveva eseguito indagini sia nel Comune a nord di Catania che a Malvagna, piccolo Comune in provincia di Messina. Cinque, degli otto arrestati, sono in prigione; gli altri ai domiciliari.

Le minacce a Barbagallo

L’ingegner Barbagallo è sindaco di Acireale dal 2014. Riuscì a trionfare con liste civiche di centrosinistra. Il suo fu un vero plebiscito, visto che incassò il doppio dei voti ottenuti dal concorrente di centrodestra. Un altro sindaco di Acireale che finisce in manette. Nel 2001 accadde un episodio simile. L’allora sindaco venne accusato di voto di scambio.

Il sindaco Barbagallo è stato più volte bersaglio di intimidazioni. Tre anni fa, di notte, venne fatta esplodere una bomba carta sulla macchina della moglie, una Fiat 500, parcheggiata davanti alla sua abitazione. La vettura non riportò gravi danni ma fu chiaro a tutti l’intento intimidatorio del gesto. Due mesi prima, ignoti diedero fuoco alla Smart di Barbagallo. Gli autori dei deprecabili gesti non sono mai stati individuati. L’auto di Barbagallo venne completamente incendiata. Un fatto terribile che scosse il primo cittadino. Gli investigatori accertarono che i delinquenti avevano gettato liquido infiammabile sulla parte anteriore della vettura, appiccando poi il fuoco.

Attentati incendiari in provincia di Catania. Barbagallo, non è stato l’unico destinatario di minacce così plateali. Pesanti intimidazioni, infatti, hanno subito anche i sindaci di Adrano, Santa Maria di Licodia e Biancavilla.

Acireale sempre dalla parte del sindaco

I cittadini di Acireale sono sempre stati dalla parte del loro sindaco, lo hanno sempre appoggiato nei momenti più difficili. Dopo l’attentato incendiario alla Smart di Barbagallo, i cittadini avevano espresso la loro solidarietà al primo cittadino sui social. Barbagallo aveva rinunciato alla scorta e si recava al lavoro con la sua Smart.

Dopo l’attentato incendiario, il sindaco di Acireale aveva detto: ‘Stanotte non hanno incendiato l’auto di Roberto Barbagallo, hanno dato fuoco alla macchina di tutta la città. Adesso sono in corso le indagini che chiariranno l’origine dell’incendio, ho piena fiducia nel lavoro degli inquirenti e ringrazio carabinieri e vigili del fuoco, che stanotte sono intervenuti immediatamente. Ringrazio anche tutti i cittadini, gli amici, i rappresentanti del mondo politico e delle istituzioni, che mi stanno manifestando vicinanza e solidarietà. Se sarà confermata l’origine dolosa, qualora si trattasse di un atto intimidatorio, nei confronti di chi amministra questa città, vorrei dire subito chiaramente che io, l’amministrazione, il Consiglio comunale andremo avanti nel nostro operato, con la massima intransigenza solo su due punti: la legalità e la trasparenza’.

L’amicizia con Nicola D’Agostino

Il deputato regionale Nicola D’Agostino, grande amico di Barbagallo, aveva subito espresso il suo sdegno, manifestando la sua vicinanza all’amico Roberto: ‘Un gesto che ci lascia increduli. Non potevamo credere che il livello nella nostra città fosse scaduto fino a tanto. Ma se qualcuno pensa di farci cambiare idee e comportamenti, con questo vile attentato ha solo ottenuto l’effetto opposto: saremo più convinti ed ostinati di prima a ripristinare equità e legalità nella pubblica amministrazione, non avendo paura di toccare nervi scoperti: stiamo solo cercando di fare rispettare le regole! Non ci faremo intimidire da piccoli mafiosetti che pretendono attenzione: non solo non li conosciamo, neppure li staremo mai a sentire. Nei mercati e per strada le forze dell’ordine devono fare rispettare la legge meglio che in passato come già sta accadendo, non stiamo più consentendo abusivismo di nessun genere, né prepotenze e prevaricazioni, soprattutto non consentiremo più che a vario titolo si possa approfittare dei beni e delle risorse comunali. Andremo avanti nel nostro percorso di ripristino della legalità: abbatteremo l’ecomostro, ruoteremo i dirigenti comunali, contrasteremo le complicità dentro la Pubblica Amministrazione che creano condizioni di privilegio ed impoveriscono il patrimonio pubblico, saremo intransigenti negli uffici tecnici, non permetteremo più sprechi nella raccolta dell’immondizia. Chi vuole fermare tutto questo, si metta il cuore in pace. Il sindaco era già determinato prima, ora lo sarà ancora di più. E potrà contare sul pieno appoggio della città’.

Dopo tante minacce e attacchi subiti, adesso Barbagallo è stato arrestato. Sarebbe invischiato in una storia di corruzione e turbativa d’asta.

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