Cronaca

Siria, dormire nella valigia: se questo è un bimbo

bimbo-siria-valigia-L’orrore siriano non termina mai. In Siria è arduo vivere, anzi sopravvivere, specialmente per i soggetti deboli, quali donne, anziani e bimbi. Sta sconcertando il mondo intero una foto che ritrae un bambino siriano che dorme in una valigia. Il piccolo è stato immortalato nel villaggio di Beit Sawa, nella Ghouta orientale. Uno scatto che rievoca anche la tragedia del giovane annegato Aylan Kurdi. I media di tutto il mondo hanno pubblicato subito la triste foto del minore siriano, stanco e spossato che dorme nella valigia trasportata dai genitori. Ieri, giovedì 15 marzo 2018, migliaia di civili hanno abbandonato il Ghouta orientale, enclave che sta per essere riconquistato dal Governo siriano.

L’indifferenza verso il dolore di milioni di bimbi

Tantissimi bimbi e donne sono riusciti, ieri, ad allontanarsi dal Ghouta, territorio controllato dal Governo siriano. La notizia è stata anche confermata dai corrispondenti AFP. Un alto funzionario dei diritti delle Nazioni Unite ha affermato, martedì scorso, che le innumerevoli richieste di cessate il fuoco in Siria evidenziano una ‘mostruosa indifferenza’  per lo strazio di milioni di bambini che necessitano di uno stop alla violenza. Due settimane fa il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite aveva adottato una risoluzione su un cessate il fuoco di 30 giorni in Siria. Ebbene, non solo la risoluzione è stata ignorata ma sono aumentate le incursioni governative nel Ghouta orientale.

Kate Gilmore, vice commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, reclama provvedimenti repentini per la salvezza dei bimbi catturati durante i conflitti. Parlando al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, Gilmore si è detta molto allarmata per le condizioni dei circa 125mila bambini segregati nel Ghouta orientale. Gilmore ha sottolineato poi che tanti bambini sono ‘profondamente malnutriti, profondamente traumatizzati’. La Siria è una terra di conflitti e sofferenze, regno di morte e dolore per uomini, donne e bimbi. Lo scorso mese, dopo il repentino aumento di bombardamenti e violenze nel Ghouta orientale, oltre 350mila civili sono rimasti bloccati nell’enclave nelle mani dell’opposizione. Hanno perso la vita 200 persone, di cui 57 adolescenti e bimbi. Andrea Iaconini, portavoce di Save The Children, ha dichiarato che ‘sono stati circa 350mila i civili intrappolati nel Ghouta orientale a causa dei bombardamenti intensi delle ultime ore. Se le notizie sugli ultimi attacchi aerei nel Ghouta Orientale saranno confermate, ieri in Siria sono morti altri 100 civili, di cui decine di bambini. Bambini che si uniscono ai 60 uccisi nel solo mese di gennaio e alle migliaia di vittime di questa guerra. È un eccidio peggiore di quello di Aleppo’.

Bimbi senza acqua e servizi igienici

Save The Children ha confermato i dolorosi dati snocciolati da Iaconini, aggiungendo: ‘Ieri sono stati colpiti 4 ospedali. Nei rifugi sotterranei i bambini sono senza acqua e servizi igienici, esposti al rischio di contrarre malattie. Le strade sono completamente deserte a parte le sirene delle ambulanze che trasportano i feriti in cliniche di fortuna. In alcune zone del Ghouta orientale la distruzione degli edifici e dei servizi ha raggiunto livelli impressionanti, ancor più gravi di quelli registrati durante il picco della crisi di Aleppo nel 2016’. Iacomini ha spiegato che ‘sette anni di guerra hanno portato la Siria al collasso: nel Ghouta orientale, dove vive il 95% dei siriani sotto assedio oggi, mancano i servizi fondamentali come scuole ed ospedali e i beni di prima necessità come cibo, acqua e medicine. È una vera emergenza umanitaria. Solo negli ultimi mesi la malnutrizione è aumentata di 5 volte, centinaia di bambini sono gravemente malati e hanno bisogno di lasciare la città per essere curati. È una continua lotta per la sopravvivenza, è una continua strage di innocenti. Fermiamoci un secondo e torniamo a guardare quello che accade in Siria. La guerra non è finita e l’indignazione a intermittenza non è bastata per fermare questa strage di bambini. Dobbiamo unirci e dire basta a questo massacro. I bambini, ovunque essi siano in Siria, devono essere protetti. Da tutti’.

I dati Unicef

I conflitti, in Siria, vanno avanti da 8 anni ma ancora pace e serenità sono utopie. A fornire un quadro drammatico della situazione è anche l’Unicef, secondo cui nei primi mesi di quest’anno hanno perso la vita e sono rimasti feriti circa 1.000 bimbi. Continuano dunque a morire tanti bambini. Già l’anno scorso si erano registrati dati impressionanti: il numero dei minori deceduti era superiore del 50% rispetto al 2016. I piccoli siriani sono costretti a vivere nel dolore e tra mille difficoltà. A loro manca praticamente tutto: cibo, acqua, casa e medicine, oltre ovviamente alla pace e all’armonia. Tutti parlano, tutti si commuovono davanti ai volti sofferenti dei bimbi siriani ma ancora nessun Paese ha varato programmi per far cessare un vero e proprio eccidio che va avanti da anni, in Siria. Perché nessuno interviene per salvare quei piccoli e i loro genitori?

Ordigni inesplosi e mine ovunque

Si muore ogni giorno in Siria, sia per colpa dei bombardamenti che delle incursioni con pistole e fucili. Rischiano di più coloro che si trovano nel Ghouta orientale zona nel mirino del Governo e baluardo dell’opposizione. La situazione ormai è desolante. Il 17% delle vittime di ordigni e mine è rappresentato proprio dai bimbi. L’anno scorso oltre 360 bambini e adolescenti erano rimasti feriti per lo scoppio di mine ed altri ordigni. Purtroppo gran parte di essi avevano riportato mutilazioni e handicap permanenti. Tali dati erano stati diffusi dalle Nazioni Unite, dati certamente sottostimati. Geert Cappelaere, direttore Unicef per Medio Oriente e Nord Africa, aveva detto: ‘Durante un conflitto, i bambini con disabilità sono fra i soggetti più vulnerabili. Hanno bisogno di cure e servizi specialistici, con bisogni diversi rispetto a quelli degli adulti. Senza accesso ai servizi sanitari, all’istruzione e a attrezzature come protesi e sedie a rotelle, questi bambini affrontano un rischio molto concreto di rimanere esclusi, abbandonati e stigmatizzati, mentre il conflitto continua inesorabilmente’. L’Unicef ha riferito che il 50% degli adulti intervistati ha sconfessato di aver visto almeno un bimbo che, a causa di gravi shock, non riusciva più a parlare. Sarebbero almeno 3,3 milioni i piccoli siriani che corrono il pericolo di restare mutilati, feriti o invalidi a causa dello scoppio di tranelli esplosivi, mine od ordigni non esplosi.

In 7 anni di conflitti circa 1,5 milioni di civili siriani avrebbero riportato disabilità permanenti. 86mila persone sono rimaste senza gambe o braccia. L’Unicef ha detto che l’anno scorso, rispetto al 2015, sono stati assoldati per lottare il triplo dei minorenni. Un dramma continuo. Senza contare i 10mila bimbi siriani che si trovano soli in altre nazioni, perché i genitori e gli altri parenti sono stati uccisi durante i conflitti.

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