Siria: vertice di Losanna non basta, la pace è una chimera

By | 16 ottobre 2016

Il vertice di ieri a Losanna, in Svizzera, sulla situazione in Siria si è concluso con un nulla di fatto

 

Ieri, 15 ottobre 2016, si è svolta a Losanna la conferenza internazionale sulla Siria. Al summit hanno preso parte i leader delle diplomazie di Usa, Russia e delle maggiori nazioni mediorientali. Secondo fonti diplomatiche americane, la conferenza è durata circa 4 ore.

Siria, lunga discussione tra Lavrov e Kerry

A Losanna, in Svizzera, è stato così organizzato un incontro tra i Grandi per parlare della difficile situazione in Siria. Al summit ha preso parte anche Staffan de Mistura, referente dell’Onu. Nessun leader europeo, invece, era presente. Il summit di Losanna è stato organizzato, in sostanza, per cercare di fermare la strage di innocenti in Siria. L’incontro, secondo alcune indiscrezioni, è stato preceduto da una lunga discussione tra il capo della diplomazia russa, Lavrov, e il leader della diplomazia americana, Kerry. L’obiettivo di Kerry e Lavrov è ripristinare il ‘cessate il fuoco’ in varie zone della Siria, come nei sobborghi di Damasco e nella zona orientale di Aleppo, dove non vi sono aiuti umanitari. Lavrov e Kerry hanno parlato a lungo, ieri, con leader delle nazioni mediorientali coinvolte nel conflitto bellico in Siria, ovvero Turchia, Qatar, Arabia Saudita, Iraq, Giordania ed Egitto.

Sembra che una delle ragioni per cui ieri, a Losanna, non si sia riusciti ad arrivare a un’intesa è la contrarietà alla differenziazione tra ribelli siriani moderati  e quelli da reputare terroristi, ovvero soggetti molto pericolosi.  L’Onu chiede, intanto, che il Governo di Assad e l’opposizione siriana si accordino per un Esecutivo transitorio. Ovviamente, le Nazioni Unite chiedono lo stop al conflitto.

Situazione drammatica ad Aleppo Est

La situazione, in Siria, è drammatica in determinate aree, come ad Aleppo est, dove a bombardare non sono solamente i russi e i soldati di Assad, ma anche militanti di Al Qaeda e dell’Isis. Una zona off limits, pericolosa, dove ogni giorno muoiono tantissimi innocenti. Intanto ieri hanno perso la vita altre 15 persone ad al-Raqqa. Altre vittime. E’ una carneficina che sembra non aver fine. Ha fatto il giro del mondo l’accorato appello alle Nazione Unite delle Carmelitane di Aleppo, che auspicano un tempestivo ‘cessate il fuoco’. Ogni giorno, in Siria, vengono uccisi molti cristiani, suore e sacerdoti. Non se ne parla molto di questo, purtroppo. La missione di suore e sacerdoti è quella di aiutare le persone in difficoltà, i poveri e i feriti. Il problema è che gli inviti alla pace, in Siria, non vengono recepiti da nessuno. Si chiede pace e si ottiene guerra. Ne è la dimostrazione anche il summit di ieri a Losanna. I leader delle nazioni coinvolte nel conflitto in Siria si sono incontrati con i capi diplomatici di Usa e Russia ma sembra che l’incontro si sia concluso con un nulla di fatto.

Lavrov ha reso noto che, al termine dell’incontro a Losanna, si è riusciti solo a “prolungare i contatti nei prossimi giorni” con i Paesi coinvolti nel conflitto in Siria. La tregua, quindi, è ancora lontana. Il referente russo, comunque, si dice fiducioso e spera che pian piano si centri l’obiettivo, ovvero la pace ad Aleppo e negli altri centri siriani. L’americano Kerry, invece, ha sottolineato che, durante l’incontro in Svizzera, ognuno ha espresso le sue opinioni. Sono state avanzate nuove prospettive ma la pace è ancora una chimera.

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