Siringhe abbandonate: paura Hiv a Cecina e in altre città

By | 2 maggio 2018

Siringhe abbandonate per terra: i rischiA Cecina, in provincia di Livorno, c’è una zona piena di siringhe abbandonate. Un posto pieno di escrementi e rifiuti. Nessuno fa nulla, nonostante le lamentele di vari cittadini. Questo non accade, purtroppo, solo a Cecina. Il problema delle siringhe abbandonate per strada o sulle spiagge riguarda anche altri centri italiani. A parlare del degrado esistente a Cecina, lo scorso aprile, era stata la residente Cristina Pelloni.

Una mini discarica a cielo aperto

‘Ce ne sono (le siringhe, ndr) anche nel parcheggi, vicino alle auto, dove chiunque può venirci a contatto’, aveva detto la Pelloni, ricordando di aver segnalato l’incuria sia alla Polizia municipale che alle forze dell’ordine. L’area era stata pulita immediatamente ma, nel giro di una settimana, era tornata ad essere una mini discarica a cielo aperto, costellata di rifiuti e siringhe usate, per lo più quelle da insulina.

‘Ce ne sono almeno una decina gettate là dietro il casottino; le auto si fermano lì vicino e una volta fatto le gettano dove non si possono vedere a un primo sguardo’, aveva affermato la Pelloni, sostenendo che in quella zona, all’inizio di via Fratelli Rosselli, dovrebbe essere installata una telecamera di sorveglianza. L’area, di notte, è poco illuminata e piena di tossicodipendenti.

A Cecina ci sono molti punti da ripulire, pieni di siringhe abbandonate, come la zona prossima all’ex canile. Zone pericolose perché tutti, bimbi e adulti, potrebbero inavvertitamente pungersi con gli aghi.

Rischio teorico

La pessima abitudine di gettare siringhe sulle spiagge, per strada o sui rifiuti è pericolosa? L’esperto Francesco Menichetti ha affermato che il rischio è teorico ma non trascurabile.

In Italia non poche persone sono state punte dagli aghi delle siringhe abbandonate sulla spiaggia, temendo un eventuale contagio. ‘Il rischio c’è ma è molto contenuto. Nella sabbia l’ago si secca, difficile che un eventuale virus di Hiv o di epatite sopravviva. Perché possa succedere all’interno dell’ago deve essere rimasto un residuo di sangue fresco. Il rischio d’infezione da puntura da ago è piuttosto tipico degli incidenti professionali. Capitano agli infermieri che, eseguendo un prelievo a persone affette da Hiv o epatite, si pungono con l’ago appena utilizzato per gli esami’, ha spiegato il primario di Malattie infettive.

Camminare sulla spiaggia a piedi nudi e pungersi con una siringa usata da qualche tossicodipendente. Un’esperienza traumatica che hanno provato molti italiani. Sebbene il rischio di infezione, in tali casi, è ridotto la paura è tanta.

La traumatica esperienza di una mamma bolzanina

Cinque anni fa, una mamma di Bolzano aveva vissuto momenti terribili perché la figlia aveva raccolto una siringa usata e, nel tentativo di toglierla dalla mano, si era punta. ‘Pensavo fosse un mozzicone di sigaretta e mi sono precipitata per scuoterle la mano, affinché lo lasciasse cadere’, aveva raccontato la donna. La donna era stata sottoposta a una terapia preventiva contro l’Hiv ed esami per verificare l’eventuale contagio di epatite.

‘E’ stato uno shock. Ero sconvolta, arrabbiata, e quando mi sono guardata attorno ho notato che vicino al muretto era pieno di siringhe abbandonate da tossicodipendenti. Proprio dietro al Sert… Io non capisco. Perché gettarle per terra?’, aveva raccontato la bolzanina punta dall’ago di una siringa abbandonata.

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