Cronaca

Sniffare Oki a scuola diventa moda tra i giovani: 15enne ricoverata

I giovani d’oggi cercano di ‘sballarsi’ in tutti i modi, anche con gli antidolorifici. Ebbene sì, accade anche ciò nella complicata, fredda ed arzigogolata società contemporanea. Una studentessa di Ascoli, lunedì scorso, ha iniziato a sentirsi male in classe dopo aver sniffato un po’ di Oki, antidolorifico molto conosciuto che, pare, sia divenuto una sostanza stupefacente molto amata dai ragazzi. La giovane che ha accusato un malore dopo aver inalato due bustine di Oki ha 15 anni frequenta il primo anno del liceo biologico ‘Mazzocchi’ a Pennile di Sotto, in provincia di Ascoli. Gli insegnanti e il preside dell’istituto hanno subito chiamato il 118. Gli operatori, subito accorsi, hanno prestato le prime cure all’adolescente e poi l’hanno caricata su un’ambulanza per trasportarla all’ospedale Mazzoni. I medici del nosocomio hanno monitorato costantemente le condizioni di salute della 15enne, sperando che dall’inalazione dell’Oki non derivassero dannosi effetti collaterali. E’ aumentato, negli ultimi anni, il numero dei giovani in cerca di droghe nuove per sballarsi in poco tempo e senza spendere molto. I giovani dovrebbero sapere che così facendo rischiano grosso, anche la vita. Pare che molti ragazzi, adesso, non amino più sostanze come hashish e marijuana ma prediligendo l’Oki, un comune antipiretico, antinfiammatorio e antidolorifico. Le nuove droghe, dunque, si possono trovare anche nell’armadietto del bagno di casa e sono economiche. Tutto ciò fa rabbrividire perché molti ragazzi vanno incontro a problemi seri. Tale farmaco, inoltre, nella versione Oki Task è acquistabile in farmacia senza ricetta medica. Il dottor Mauro Cantoni, segretario dell’Ordine dei farmacisti di Milano, Lodi, Monza e Brianza, ha affermato durante un’intervista rilasciata a Panorama:

“Questo farmaco, a base di Ketoprofene, ha la triplice azione di antinfiammatorio, antidolorifico e antipiretico, al pari dell’aspirina, anche se con più o meno efficacia a seconda delle indicazioni. Gli effetti collaterali negativi sono, proprio come l’aspirina, a livello gastrico: dal momento che inibisce la formazione di quella pellicola che protegge le pareti dello stomaco dai succhi gastrici, può provocare l’ulcera. Effetti più importanti, in caso di abuso, si possono avere anche in pazienti che hanno già altre patologie come in malati cronici di insufficienza renale o con patologie epatiche, ma si tratta, ripeto, di casi particolari. In realtà in persone normali, o anche in ragazzi, se sniffato non è provato che abbia alcun effetto, se non un’eventuale irritazione della mucosa nasale”.

Secondo il dottor Cantoni, dunque, sniffare Oki non equivale ad inalare sostanze stupefacenti. Sarà, ma molti giovani, recentemente, hanno iniziato a ‘sballarsi’ con tale antidolorifico. Un esperto di prevenzione, Enrico Comi, ha avviato una campagna informativa nelle scuole sugli effetti dell’Oki:

“Sempre più giovani mi confermano l’abitudine di usare questi medicinali come sostituti a buon mercato di droghe seguendo un trend diffuso negli Usa”.

Alcuni studenti hanno raccontato di aver sniffato Oki, rivelando che dà solo un po’ di euforia, che tra l’altro svanisce nel giro di qualche minuto. I ragazzi italiani sono stati sempre affascinati dai coetanei americani, nel bene e nel male. Negli States, oltre all’Oki, pare che molti giovani amino sniffare anche il DMX, un antitussivo ottenuto dalla morfina e presente in farmaci assunti per lenire tosse e raffreddore. Comi ha aggiunto:

“Ormai i ragazzi si accontentano di qualsiasi cosa trovino in circolazione. Se trovano la marijuana fumano quella, se c’è cocaina a disposizione ne assumono, altrimenti si accontentano delle bustine di Oki. Non esiste più una droga prevalente, si adattano a qualunque sostanza sia reperibile e si abituano un po’ a tutto. Lo sballo da Oki, mi dicono, dura poco: dà un po’ di ebbrezza ma niente di più”.

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