Soffoca per un pomodorino: bimbo lo aveva raccolto nell’orto

By | 1 settembre 2017

Mantova, bimbo soffoca per pomodorino cilieginoUn bimbo di 3 anni di Suzzara, in provincia di Mantova, è morto per un innocuo pomodorino raccolto nell’orto. La tragedia è avvenuto lo scorso 30 agosto 2017 ma solo ieri è balzata agli onori delle cronache. Il piccolo Michele Pozzi era appena tornato a casa, dalle vacanze, e mentre la madre era impegnata a preparare la cena si era diretto nell’orto. Quel pomodorino ciliegino lo aveva ‘stuzzicato’ e, senza remore, lo aveva ingoiato. Un gesto fatale per il minore. L’ortaggio aveva ostruito le vie aeree di Michele, I genitori avevano subito chiamato gli operatori sanitari e in attesa dell’arrivo dell’ambulanza avevano provato, invano, di far uscire il pomodoro dalla bocca. Niente da fare. Vana anche la corsa all’ospedale. Sembra che quell’ortaggio fosse subito scivolato nella trachea del bimbo, occludendola. Il padre e la madre di Michele si erano accorti che il piccolo stava male perché aveva difficoltà a respirare.

Pomodorino non masticato: scivolato nella trachea

Un piccolo ortaggio rosso, apparentemente non pericoloso, ha stroncato il piccolo Michele Pozzi. Il bimbo si era divertito tanto in vacanza. Era appena tornato a casa e stava aspettando che la mamma finisse di preparare la cena. Prima di cenare, però, Michele aveva voluto mangiare qualcosa nell’orto, un pomodorino appunto. Purtroppo il bambino non aveva avuto il tempo di masticare l’ortaggio, che era subito scivolato nella trachea, ostruendola. I genitori, terrorizzati, avevano chiesto aiuto anche a un vicino di casa che fa il medico. Niente.

Michele Pozzi era arrivata in pessime condizioni all’ospedale Poma di Mantova. La morte per arresto cardiocircolatorio dovuto a soffocamento era sopraggiunta poco dopo il trasporto al nosocomio. Domani, a Suzzara, si svolgeranno i funerali del piccolo Michele, vittima di un tragico incidente.

Il neonato morto a Palermo per un’oliva

Il piccolo Pozzi non è il primo bimbo che, quest’anno, muore per soffocamento. Lo scorso maggio, ad esempio, un bimbo di 18 mesi, a Palermo, era morto dopo aver ingoiato un’oliva. Il bimbo si trovava a casa, davanti al tavolo, insieme ai suoi parenti. Tutti erano intenti a cenare e non si erano accorti che il piccolo aveva allungato la mano ed aveva preso un’oliva verde, poi messa in bocca. I genitori, quando si erano accorti che il piccolo non riusciva più a respirare, lo avevano caricato in macchina e trasportato al nosocomio più vicino, Villa Sofia, dove però i medici non poterono fare altro che constatarne il decesso. Il piccolo si chiama Pietro Nicola. Un destino simile a quello di Michele Pozzi.

In questi casi il magistrato di turno non decide quasi mai di disporre l’autopsia, preferendo restituire la salma dei piccoli alle famiglie per il rapido svolgimento delle esequie.

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