Cronaca

Spagna, stop Rajoy all’autonomia catalana: referendum incostituzionale

Catalogna vota referendum secessionePer il premier spagnolo Rajoy il referendum sull’autonomia catalana è incostituzionale quindi non dovrà svolgersi. L’attrito tra Catalogna e Madrid è aumentato dopo che il Parlamento catalano ha dato l’ok alla legge relativa alla convocazione del referendum sulla secessione, che dovrebbe avvenire il prossimo 1 ottobre 2017.  Un referendum marcatamente incostituzionale per il Governo madrileno. A margine di una conferenza stampa, il premier Mariano Rajoy ha esclamato: ‘Questo voto non si celebrerà in alcun caso. La convocazione del referendum da parte del presidente Carles Puigdemont è un chiaro e intollerabile atto di disobbedienza alle nostre istituzioni democratiche’. Sul piede di guerra non solo il premier spagnolo ma anche José Manuel Maza, procuratore capo dello Stato spagnolo, che ha promesso di denunciare il presidente Puigdemont, i componenti del Governo catalano e quelli della presidente del ‘Parlament’, rei, secondo lui, di aver portato al voto una legge simile. La Polizia, intanto, è alla ricerca della tipografia che potrebbe stampare le schede del referendum sulla secessione.

Catalogna vuole indipendenza

La Catalogna ci riprova, vuole staccarsi da Madrid, e approva il referendum sulla secessione, che si dovrebbe tenere tra meno di un mese. Il condizionale è d’obbligo perché il premier Rajoy farà di tutto per boicottare il referendum secessionista, che reputa incostituzionale. Il premier spagnolo, dopo una riunione straordinaria, ha affermato di aver intimato all’Avvocatura dello Stato di presentare un ricorso di incostituzionalità davanti al Corte costituzionale contro il decreto di convocazione del referendum.

Grazie alla maggioranza indipendentista, dopo una seduta di 11 ore, il Parlamento catalano ha approvato il decreto di convocazione del referendum sulla secessione. Gli astenuti sono stati 11. Ovviamente tutta l’opposizione unionista ha votato contro, abbandonando sui banchi dell’Aula le bandiere della Spagna e della Catalogna. Il Parlamento catalano, dunque, sfida il centralismo di Madrid. Ancora una volta, in maniera più forte però.

Puidgemont felice: ‘Concetto di Stato non ha più futuro’

Il presidente Puigdemont, felice per l’approvazione del decreto, ha detto: ‘Il concetto di Stato e unità della Patria non ha più futuro nell’Europa democratica di oggi’. Se il referendum si svolgerà e se vinceranno i sì, la Catalogna (regione grande quanto il Belgio) diventerà un a repubblica a sé stante, divisa dalla Spagna. I secessionisti catalani non hanno molto tempo per mettere in piedi la struttura referendaria. In 25 giorni dovranno svolgere numerose attività, tra cui la stampa delle schede elettorali.

Ci sono tanti politici, però, che osteggiano il decreto sul referendum secessionista. Ines Arrimadas, portavoce del partito centrista Ciudadanos, ha detto ai microfoni di TVE: ‘Come catalana, io voglio che il Governo spagnolo usi tutte le risorse legali e democratiche per difendermi’.

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