Arte e cultura

Spettacolo sull’ideologia gender nelle scuole italiane sconvolge

L’ideologia gender, entrata negli ultimi tempi anche nelle scuole italiane, mediante numerosi progetti educativi, rappresenta una dolorosa spina per i cattolici e conservatori. Mentre molte famiglie non riescono a dare risposte ai figli con ‘inquietudini di genere’, in molte scuole italiane è arrivato uno spettacolo, ‘Fa’afafine. Mi chiamo Alex e sono un dinosauro’, che ha sollevato polemiche.

La storia di un bimbo gender fluid

Lo show teatrale di Giuliano Scarpinato, tratto dal libro ‘Il mio bellissimo arcobaleno’, di Lori Douron,  narra la storia di un bimbo gender fluid, ovvero che si sente maschio o femmina a seconda dei giorni: in sostanza, un giorno si sente maschio, l’altro femmina. Ebbene, tale spettacolo verrà rappresentato anche al Teatro di Rifredi, a Firenze, il 18 e 19 febbraio 2017. Lo show, finora, è stato molto acclamato ma anche contestato dall’estrema destra, dai bigotti e dai cattolici più conservatori. Forza Nuova e Lega Nord, in molte città, hanno protestato con molto ardimento contro lo spettacolo di Scarpinato e, alla fine, tante scuole cattoliche hanno rinunciato alla rappresentazione.

‘Fa’afafine’ verrà bloccato anche a Firenze?

E’ probabile, ma non certo, che anche a Firenze verrà bloccata la rappresentazione di ‘Fa’afafine. Mi chiamo Alex e sono un dinosauro’. Lo scorso 31 gennaio, infatti, ha trasmesso alle Associazioni che comprendono le famiglie cattoliche, e le scuola di ogni ordine e grado, un comunicato con cui evidenzia i pericoli che i piccoli correrebbero se vedessero lo show di Scarpinato. Nella nota si sottolinea che lo spettacolo diffonde l’ideologia gender, oggetto di dibattiti in gran parte d’Italia. La Diocesi ha anche inserito nella nota molti link che rimandano alle proteste dei genitori in molte città italiane, come Bologna e Ravenna, contro ‘Fa’afadine’. La nota è stata firmata da don Massimo Marretti, coordinatore dell’ufficio scuola della Diocesi.

Rita Di Goro parla di responsabilità educativa

Il monito di Don Marretti non è passato inosservato. In molte scuole si stanno già preparando diversi avvisi da affiggere sulle bacheche scolastiche. Parla di ‘responsabilità educativa’ Rita Di Goro, rappresentante di Age Toscana, secondo cui ci si potrà dedicare alla problematica della discriminazione omofoba solo quando saranno verranno contrastati efficacemente fenomeni gravi come bullismo, violenza contro le donne e discriminazione razziale. Insomma, per la Di Goro certe problematiche hanno la priorità rispetto all’emarginazione omofoba.

I cattolici si sono sempre schierati contro l’avvento dell’ideologia gender nelle scuole. Lo stesso Papa Francesco, nei mesi scorsi, l’aveva definita una ‘cattiveria’. Per il Pontefice, è proprio sui banchi di scuola che i piccoli apprendono i primi principi importanti, dunque sarebbe ingiusto diffondere un’ideologia che è ‘contro le cose naturali’.

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