Stuprata da maghrebino, prete non prova pietà: ‘Minimo che potesse accaderti’

By | 9 novembre 2017

Stupro Bologna, post shock di un preteGiorni fa avevamo riportato la notizia, scioccante, di una minorenne stuprata da un maghrebino sul vagone fermo di un treno. La ragazza aveva passato la serata in un locale, aveva bevuto molto alcol e si era risvegliata senza alcuni vestiti e senza borsa. Era stata stuprata dal nordafricano che aveva conosciuto fuori dal locale. Una storia triste, una storia di abusi. C’è chi, però, non prova commiserazione per la 17enne. Forse pensate a qualche persona cinica e burbera. Sbagliate. L’individuo che non prova pietà per la minorenne violentata dal nordafricano è un prete. A comprovarlo è un post su Facebook. ‘Mi spiace ma… Se nuoti nella vasca dei piranha non puoi lamentarti se quando esci ti manca un arto… cioè… A me sembra di sognare!! Ma dovrei provare pietà? No!! Quella la tengo per chi è veramente VITTIMA di una città amministrata di *****, non per chi vive da barbara con i barbari e poi si lamenta perché scopre di non essere oggetto di modi civili. Chi SCEGLIE la cultura dello SBALLO lasci che si divertano anche gli altri…?’, ha scritto don Lorenzo Guidotti, prete di Bologna, sul caso della 17enne stuprata. Il religioso non ha un profilo pubblico ma solo per amici.

Radio Città del Capo pubblica screenshot del post

A conferire popolarità allo sconcertante post del sacerdote bolognese è stato il sito di Radio Città del Capo, che ha pubblicato lo screenshot del messaggio, risalente allo scorso 6 novembre 2017.

‘E dopo la cavolata di ubriacarti con chi ti allontani? Con un Magrebino?!? Notoriamente (soprattutto quelli in Piazza Verdi) veri gentlemen, tutti liberi professionisti, insegnanti, gente di cultura, perbene… Adesso capisci che oltre agli alcolici ti eri già bevuta tutta la tiritera ideologica sull’accogliamoli tutti? … tesoro … a questo punto, svegliarti seminuda direi che è il MINIMO che potesse accaderti’, continua il post tremendo del prete bolognese.

Non essendo, quello di don Guidotti, un profilo social pubblico, non si può accedere liberamente ai suoi contenuti. Si sa però che il religioso ha scelto come immagine del profilo un Lego che indossa i tipici abiti dei soldati crociati. Nella home page del suo profilo, inoltre, campeggia la seguente frase: ‘Se qualcuno pensasse di trasformare la Chiesa cattolica in una delle tante Ong… se qualcuno pensasse di traghettare la Chiesa di Roma verso Lutero, beh, non avrebbe proprio capito nulla!’.

Parole che non avvicinano alla Chiesa

E poi ci si lamenta del progressivo allontanamento degli italiani dalla vita religiosa. Basta leggere le parole scritte su Fb dal prete bolognese per scoprire il motivo della fuga italiana dalla Chiesa. Nel Bel Paese sono quasi azzerate le ordinazioni di nuovi sacerdoti, alle messe non va più nessuno, eccetto qualche anziano e i sacerdoti sono spesso costretti a veri e propri tour de force.

Il professor Massimo Borghesi, docente di Filosofia morale all’Università di Perugia, aveva spiegato, lo scorso marzo, durante un’intervista al Foglio: ‘Tutto il periodo che va dal 1989 al 2001 è stato segnato dal trionfo della secolarizzazione che, peraltro, s’era già affermata negli anni Settanta. L’occidente considerava come dogma l’irreversibilità di questo fenomeno e, al contempo, la restrizione della cristianizzazione ad ambiti riservatissimi. Con l’11 settembre 2001, questo schema è entrato in crisi. La religione è stata riportata in primo piano, sia nella sua valorizzazione positiva sia nel suo aspetto più aberrante, come accade nel terrorismo religioso. Assistiamo da allora al ritorno del momento religioso come qualificante la modernità’.

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