Cronaca

Stupro nel vagone del treno: minorenne si sveglia senza abiti e smartphone

Stupro in treno a Bologna: la denuncia di una 17enneNuovo caso di stupro in Italia. Una 17enne di Bologna ha denunciato di essere stata su un vagone fermo di un treno. La violenza sarebbe avvenuta lo scorso 3 novembre 2017. La giovane si era recata all’ospedale Maggiore per farsi medicare, rivelando al personale sanitario di essere stata abusata da un nordafricano conosciuto dopo aver trascorso la serata in un locale in zona Piazza Verdi. La minorenne ha riferito di aver bevuto molti alcolici con gli amici, rendendosi poi conto di aver perso lo smartphone. In quel momento è entrato in gioco il nordafricano, che si è offerto di aiutarla. La ragazza l’ha seguito fino alla stazione, dove si è consumata la violenza. La mattina dopo, la 17enne si è svegliata frastornata, parzialmente vestita e senza borsetta. Lo stupratore, secondo la ragazza, è un maghrebino. Ha 17 anni anche la ragazza che nei giorni scorsi sarebbe stata molestata in zona Bolognina mentre tornava da scuola. La minorenne ha subito denunciato i palpeggiamenti insieme ai genitori.

Nordafricano spuntato dai cassonetti dei rifiuti

Giornate di molestie, stupri e palpeggiamenti ai danni di minorenni a Bologna. Una 17enne è stata stuprata sul vagone di un treno e un’altra molestata mentre tornava a casa, al termine del lezioni. La 17enne molestata all’uscita di scuola ha detto che, mentre camminava, è spuntato un nordafricano dai cassonetti dei rifiuti, che l’ha bloccata e palpeggiata, cercandola anche di baciare. Per fortuna è riuscita a liberarsi dalle grinfie dell’energumeno, che è stato costretto a fuggire. Una volta tornata a casa, la vittima delle molestie ha raccontato tutto al padre e alla madre. I 3 si sono poi recati in commissariato per sporgere denuncia.

Stupri, 2017 annus horribilis in Emilia Romagna

Il 2017 è certamente un annus horribilis per l’Emilia Romagna sul fronte delle molestie e degli stupri. Il ricordo va subito alle violenze sessuali di Rimini, avvenute la scorsa estate. Violenze che avevano suscitato non poco scalpore e indignazione, così come le parole del mediatore culturale di Bologna. Questo aveva scritto su Facebook, riferendosi agli stupri di Rimini, che ‘lo stupro è peggio solo all’inizio’. Parole vergognose, sessiste e discriminatorie. Il pakistano, che aveva lavorato nella cooperativa Lai-Momo, è stato è indagato per istigazione a delinquere.

Invece di condannare lo stupro, quel mediatore culturale, con le sue parole, aveva espresso pubblicamente un’opinione favorevole.

Ecco il testo integrale dell’aberrante post pubblicato dal 24enne Abid Jee sulla sua bacheca Facebook, un paio di giorni dopo le violenze di Rimini: ‘Lo stupro? Peggio solo all’inizio, una volta si entra il p…..o poi la donna diventa calma e si gode come un rapporto sessuale normale’.

Il pakistano, dopo la pubblicazione di quel raccapricciante post, era stato anche allontanato dalla coop Lai-Momo, che aveva spiegato: ‘Abbiamo operato nel pieno rispetto della procedura prevista dalla legislazione sul lavoro, senza cedere alle sollecitazioni, spesso rivolte con un linguaggio offensivo e talvolta minaccioso, di chi ci invitava a ricorrere a modalità meno corrette e rigorose’.

Andrea Marchesini Reggiani, presidente della Lai-Momo, aveva aggiunto: ‘Dopo una settimana nell’occhio del ciclone, in cui siamo stati oggetto di attacchi pesanti, tutti noi dobbiamo ricominciare a lavorare nella normalità dell’impegno quotidiano’.

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