Suicida per un video ‘spinto’: Michela Deriu sarebbe stata ricattata

By | 27 novembre 2017

Michela Deriu, barista sarda di 22 anni, si è suicidata tra il 4 e il 5 novembre scorsi nella casa di un’amica, alla Maddalena. Qualcuno l’aveva ricattata, qualcuno voleva diffondere video ‘spinti’ di cui era protagonista. Nelle ultime ore sono stati iscritti nel registro degli indagati 3 amici della ragazza di Porto Torres (Sassari). Sarebbero loro, secondo l’accusa, i soggetti che hanno ricattato la 22enne e l’hanno portata al suicidio. Ai tre ragazzi vengono per ora contestati i seguenti reati: diffamazione aggravata, istigazione al suicidio e tentata estorsione.

File in un pc

Secondo l’accusa, Michela Deriu avrebbe ricevuto minacce e sarebbe stata ricattata con quei video ‘piccanti’. I carabinieri hanno ritrovato un file in un pc contenente dei filmati interessanti per l’inchiesta.

Il pm Dettori, titolare dell’inchiesta, ritiene che la 22enne sia stata immortalata senza saperlo.

Gli inquirenti sono riusciti a risalire ai tre amici della suicida grazie un testimone a cui la ragazza aveva confessato quello che le stava accadendo.

Michela provava vergogna

Quei file compromettenti erano iniziati a circolare da ottobre. Michela provava vergogna ed aveva deciso di trascorrere un po’ di tempo da un’amica, alla Maddalena. Proprio nell’abitazione dell’amica, però, la Deriu si è tolta la vita.

Michela Deriu si sarebbe impiccata per i ricatti continui. Vicino al cadavere è stato rinvenuto un bigliettino di scuse. Michela dunque ha chiesto scusa. Non voleva evidentemente suicidarsi ma c’era qualcuno che le stava rovinando la vita. Quel ‘qualcuno’ potrebbero essere i tre amici indagati.

La rapina prima del suicidio

Tre giorni prima del suicidio, la 22enne sarda era stata rapinata ed aveva sporto denuncia.

Tanta gente al funerale di Michela Deriu, che è stato celebrato lo scorso 17 novembre presso la basilica di San Gavino. L’officiante, don Mario Tanca, aveva affermato durante la funzione: ‘Perché Michela non ha gridato? Perché ha solo sussurrato le sue paure? O forse ha gridato, ha bussato alle nostre porte, ma il suo grido non ha trovato ascolto?’.

Michela aveva chiesto aiuto a qualcuno o aveva timore e si era chiusa? Interrogativi più che legittimi quelli che si è posto don Tanca.

Michela ha chiesto scusa

Michela si è scusata. Il biglietto ritrovato dai carabinieri vicino al corpo esanime non lascia spazio a dubbi. L’unica perplessità concerne il destinatario del foglietto: non c’è.

‘Scusa’ aveva scritto Michela prima di suicidarsi. A chi stava chiedendo scusa?

Gli inquirenti ritengono che il breve soggiorno alla Maddalena non aveva fatto altro che peggiorare l’umore della giovane. La 22enne aveva probabilmente riflettuto a lungo e alla fine ha deciso di farla finita.

Il mistero dei 500 euro

I carabinieri hanno scoperto che Michela aveva con sé 500 euro ma sono scomparsi. Chi se n’è appropriato? A cosa serviva tale somma? Michela doveva pagare qualcuno?

Gli investigatori non escludono che quei 500 euro fossero una ‘rata’ da corrispondere alla gente che la stava ricattando.

Molti amici di Michela sanno che la ragazza, prima del suicidio, era stata rapinata. Gli investigatori dovranno anche scoprire se c’è un nesso tra tale rapina e il suicidio.

Il caso di Michela Deriu fa tornare alla memoria quello di Tiziana Cantone, la ragazza campana morta suicida a causa di video ‘piccanti’ diffusi in Rete contro la sua volontà.

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