Cronaca

Tesi di laurea copiata all’Unical, seduta sospesa

Unical, tesi di laurea copiataColpo di scena, questa mattina, durante la seduta di laurea presso il dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche dell’Unical, in Calabria. Enrico Caterini, presidente della seduta, ha disposto la sospensione delle attività non perché qualche studente, docente o parente dei laureandi ha accusato un malore ma perché una studentessa aveva copiato di sana pianta la sua tesi di laurea.

Carabinieri di Rende all’Unical

Quando Caterini, docente di diritto privato nel corso di laurea in Giurisprudenza, si è reso conto che svariati capitoli della tesi della ragazza erano stati copiati da altre tesi ha interrotto per qualche ora la seduta. All’Unical sono arrivati perfino ai carabinieri della Compagnia di Rende.

Confusione all’Unical per un plagio. Una studentessa aveva voluto prendere qualche scorciatoia per laurearsi prima e faticare di meno ma è stata scoperta. Prossimamente dovrà spiegare la ragione per cui vari capitoli del suo elaborato sono identici a lavori presentati in passato da altri studenti.

Il plagio va di moda nelle università

Quanto avvenuto all’Unical nelle ultime ore non ci stupisce più di tanto perché il plagio è di moda in molte università italiane e straniere. Molti ragazzi, purtroppo, sono riusciti anche a conseguire il titolo accademico con elaborati copiati. Il plagio è dunque una piaga diffusa non solo negli atenei italiani. Del resto, non sempre si fa molta attenzione al contenuto delle tesi di laurea. Ecco allora che i ragazzi si divertono a scopiazzare paragrafi e interi capitoli per evitare sacrifici e laurearsi prima.

L’indagine della Six Degres

Un’indagine condotta nel 2009 da alcuni esperti francesi aveva permesso di scoprire che in una tesi su due, almeno il 5% dell’elaborato è copiato da un altro documento, pubblicato in passato. La scoperta è stata fatta dalla società Six Degres, mediante un sofisticato software, ovvero, Compilatio. Con questo applicativo è possibile scoprire rapidamente se un documento è plagio o no.

I francesi avevano dapprima testato il loro ‘cervellone’ sui loro studenti, scoprendo molte tesi copiate. Poi si erano sposati in altre nazioni, tra cui l’Italia. ‘Abbiamo chiesto a quasi tutti gli atenei italiani. Non hanno voluto saperne. Non hanno risposto; altri ci hanno seppelliti sotto cumuli di burocrazia, richieste di autorizzazione e problemi di privacy, lasciandoci intendere che era meglio sbrigarsela da sé’, aveva asserito Frederic Agnes, titolare dell’azienda transalpina.

Attenti al plagio: è un reato

Nelle università italiane il plagio, purtroppo, è alquanto diffuso. Il plagio può assumere forme diverse, ad esempio il ‘copia-incolla’ dalla Rete o la copia di interi capitoli di elaborati pubblicati in passato da altri studenti. Se chi legge si sta per laureare e intende copiare deve sapere che tale tattica non è esente da rischi. La legge infatti è severa al riguardo.

‘Chiunque in esami o concorsi, prescritti o richiesti da autorità o pubbliche amministrazioni per il conferimento di lauree o di ogni altro grado o titolo scolastico o accademico… presenta, come propri, dissertazioni, studi, pubblicazioni, progetti tecnici e, in genere, lavori che siano opera di altri, è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno’, recita la legge del 19 aprile 1925 n.475 sul plagio, che rappresenta, dunque, un reato.

Chi riesce a farla franca, laureandosi, ma successivamente viene beccato rischia grosso. La legge dice che ‘la reclusione non può essere inferiore a sei mesi qualora l’intento sia conseguito’. Chiaramente, se il plagio viene scoperto dopo la laurea, il titolo accademico viene revocato. Forse è meglio studiare di più, applicarsi e fare sacrifici invece di copiare.

Le università italiane sanno bene che si copia molto quindi, negli ultimi anni, si sono dotate di complessi software anti-plagio per smascherare gli studenti truffaldini.

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