Tinta per capelli dai cinesi le brucia il cuoio capelluto

By | 11 aprile 2018

tinta-danni-cuoio-capelluto-parrucchiere-cineseUna 25enne di Signe, paesino in provincia di Firenze, non si recherà certamente più in un saloon di parrucchieri cinesi dopo la disavventura che le è capitata di recente. La ragazza, lo scorso 27 marzo, si era recata da un parrucchiere cinese e, poco dopo, si è ritrovata in ospedale: la tinta per capelli le ha bruciato il cuoio capelluto. A provocare le lesioni sarebbe stata, esattamente, una decolorazione.

Lo sfogo su Facebook

Dopo la traumatica esperienza, la giovane toscana si è sfogata su Facebook, raccontando nei minimi dettagli la vicenda sulla pagina ‘Aiutoavvocato’.

‘Per farmi il colore mi hanno rovinato tutti i capelli. Ho avuto un’ustione di secondo grado. Sono venuti a prendermi in ambulanza e mi hanno portato in ospedale. Da lì mi hanno mandato urgentemente all’ospedale di Pisa, al centro ustioni. E mi hanno tagliato i capelli a zero’, ha spiegato la ventenne di Signe.

A ricostruire la dinamica del fatto ci ha pensato anche l’avvocato della 25enne: ‘La ragazza era andata in questo negozio per una decolorazione e la successiva tintura. Voleva, in pratica, farsi bionda. Da quello che mi ha raccontato, il primo esito è stato un colore arancione e quindi sono state fatte altre applicazioni della stessa sostanza per schiarire maggiormente i capelli’.

Il legale ha detto che la sua assistita aveva subito intuito che qualcosa non stava andando per il verso giusto. Il prurito in testa era diventato intollerabile e poi iniziavano a cadere tante ciocche di capelli. E’ dovuta arrivare l’ambulanza, che ha trasportato la ragazza in ospedale. Ora la 25enne, che ha denunciato il parrucchiere cinese, potrebbe adire anche le vie legali.

Il boom dei parrucchieri cinesi in Italia

In Italia si stanno spargendo a macchia d’olio i saloni di parrucchieri gestiti dai cinesi. I punti di forza di tali locali sono senza dubbio i prezzi bassi e la velocità delle operazioni. Molti però mettono in discussione l’igiene di tali saloon e la bravura del personale. Conviene o no recarsi dai parrucchieri cinesi? Non si può fornire una risposta perché gli incidenti possono succedere ovunque, anche nei saloni di bellezza gestiti da italiani.

Selvaggia Lucarelli apprezza i parrucchieri cinesi

A molti sembrerà strano ma tra i personaggi famosi che apprezzano i parrucchieri cinesi c’è Selvaggia Lucarelli. Quattro anni fa, la blogger aveva spiegato su Libero il motivo per cui si reca dai parrucchieri cinesi.

Riportiamo uno stralcio dell’articolo dell’opinionista 43enne: ‘Confesso la mia colpa. Sono una di quelle donne sciagurate che va dai parrucchieri cinesi. E lo faccio spesso, quindi non c’è il semplice reato, c’è reiterazione. So già quale sarà la reazione delle sciure milanesi, degli xenofobi della messa in piega orientale, dei parrucchieri autoctoni. So già che mi augureranno un’alopecia a chiazze entro Natale. Eppure, incurante degli anatemi, vado ad elencare gli innumerevoli vantaggi che ravviso nel farmi fonare dai cinesi…’.

Ecco alcuni motivi per cui, secondo la Lucarelli, conviene andare dai parrucchieri cinesi: ‘La velocità. I cinesi lavorano sulla quantità, ergo, varcata la soglia del loro negozio, spesso non si fa neanche in tempo a togliersi il berretto da neve che ci si ritrova già con la testa sotto al rubinetto e col balsamo sul pon pon. E questo sempre. Non importa se il negozio è pieno. Piuttosto ti lavano con lo shampoo a secco nel retrobottega, piuttosto staccano l’estintore dal muro e puntano alla nuca, ma in 25 minuti al massimo devi toglierti dalle balle con la piega fatta. Non fanno moine. Non cercano di intortarti proponendoti shampoo per il colore anti crespo automassaggiante lucidante rinforzante anti doppie punte. Nulla. Loro ti lavano con qualcosa che se non è il detergente per i cerchioni delle automobili poco ci manca e tanti saluti…’.

La ragazza di Signe che ha riportato seri danni al cuoio capelluto probabilmente non condivide l’opinione di Selvaggia Lucarelli. Contano anche le esperienze per maturare convinzioni, no?

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