Titanic affondava 106 anni fa: 37 italiani sul transatlantico

By | 17 aprile 2018

titanic-italiani-vittimeSono passati 106 dal naufragio del Titanic, l’inaffondabile. Il gigantesco transatlantico britannico salpato da Southampton e diretto a New York s’inabissò nella notte tra il 14 e il 15 aprile del 1912, dopo l’urto contro un iceberg. Da quel momento in poi, la storia del Titanic è diventata un mito. Se ne sono dette tante sul transatlantico e sulle circostante del naufragio. Nessuno saprà veramente come sono andate le cose. L’unica cosa certa è che quella tragedia costò la vita ad oltre 500 persone. Il Titanic ebbe brevissima vita. Venne ribattezzato ‘inaffondabile’ e, ironia della sorte, affondò durante il suo viaggio inaugurale.

Il ristoratore Luigi Gatti

Il Titanic mollò gli ormeggi il 10 aprile del 1912. A bordo c’erano 2223 persone, suddivise in 3 classi, e l’equipaggio, formato da circa 900 uomini. Doveva essere un viaggio meraviglioso per i tanti passeggeri, invece diventò il viaggio della morte. Pochi riuscirono a salvarsi. Su quella nave c’erano anche personaggi famosi e ricchi, che non volevano solo arrivare negli Usa ma anche partecipare a un viaggio che, all’epoca, veramente pochi potevano permettersi. Tra i passeggeri c’erano personalità del calibro di John Jacob Astor IV, magnate americano, l’industriale Benjamin Guggenheim e Isidor Strauss, titolare dei magazzini Macy’s di New York. Presenti sul Titanic anche morti artisti, scrittori e musicisti, come Jacques Futrelle e Francis Millet.

Dopo lo schianto con l’iceberg, il transatlantico britannico si spezzò in due ed iniziò ad incamerare acqua. Una tragedia immane. A bordo c’erano pochissime scialuppe di salvataggio rispetto al numero di passeggeri. Tutto si ipotizzava, infatti, fuorché un inabissamento del Titanic, l’inaffondabile. Forse molti non sanno che a bordo del mitico natante c’erano anche 37 italiani. Solo 2 erano riusciti a salvarsi. Le cronache non hanno però dato molto risalto alle vittime italiane. Come mai? Allora, noi, vogliamo ricordarle. Anche gli italiani morti nel naufragio del Titanic erano persone con sogni e speranze: solo 7 erano passeggeri; gli altri 30 erano stati assoldati da Luigi Gatti, gestore del ristorante A la carte, il locale più bello ed elegante del transatlantico, ovviamente in prima classe. Ai tavoli di tale ristorante si erano seduti gli stessi John Jacob Astor, Isidor Straus e Benjamin Guggenheim, personaggi ricchi e influenti.

Tra le vittime italiane del naufragio del Titanic c’è proprio Gatti, gestore del locale chic sul grosso natante. Gatti era emigrato a Londra ed era riuscito a ‘sfondare’; insomma, era stato in grado di ‘afferrare’ una vita più che dignitosa nella Capitale britannica. L’italiano aveva dapprima gestito vari ristoranti londinesi, poi quello dell’Olympic e infine il locale più elegante del Titanic. A Gatti era stata riservata una cabina in seconda classe; i suoi dipendenti (una cinquantina) invece dormivano nei ‘sotterranei’ del Titanic. Gli italiani morti sul Titanic erano macellai, sommelier, camerieri e addetti ai bicchieri. La speranza di migliorare la loro vita, di migliorarsi, personalmente e professionalmente, svanì in un attimo.

Sebastiano De Carlo e Argene Genovesi

Tra le vittime italiane del transatlantico britannico ricordiamo il 22enne Battista Antonio Allaria, il 43enne Pietro Bochet e il 28enne Emilio Poggi. Soggetti sfortunati anche perché non potevano usare le scialuppe di salvataggio prima dei passeggeri. Morto anche il 29 Sebastiano Del Carlo, originario della provincia di Lucca. Era a bordo del Titanic insieme alla moglie, Argene Genovesi. La coppia si stava recando in California. ‘Tu sali sulla scialuppa, io torno più tardi’, avrebbe Sebastiano alla moglie, mentre l’aiutava a salire sulla scialuppa. La donna, incinta di 2 mesi, riuscì a salvarsi: venne soccorsa dalla nave Carpathia. Sebastiano invece morì nelle acque gelide.

Gli studi di Claudio Bossi

Deceduti per l’inabissamento del Titanic anche il 48enne Alfonso Meo Martino, liutaio italiano che si era trasferito in Inghilterra con moglie e figli, e Giuseppe Peduzzio. Oltre a quelli citati, c’erano sicuramente altri italiani sul Titanic. La verità è che non sapremo mai quanti italiani persero la vita nel naufragio. Stando alle ricerche condotte dallo studioso Claudio Bossi, gli italiani morti sono 37. L’Italia è la nazione con il maggior numero di scomparsi. ‘Potrebbero esserci stati altri italiani in terza classe, quella in cui si imbarcavano gli emigranti, ma non sempre le registrazioni dei passeggeri di terza erano corrette e complete e poi spesso gli italiani venivano mescolati con gli spagnoli e i portoghesi’, ha detto Marco Cuzzi, docente di Storia contemporanea alla Statale di Milano. Lo studioso è molto interessato alla storia del Titanic anche perché un suo avo è scomparso nell’affondamento.

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