Torino nega atto di nascita ai figli di una coppia gay

By | 3 marzo 2018

atto-di-nascita-figli-di-gayUna coppia di omosessuali è rimasta di stucco quando l’ufficio del Comune di Torino si è rifiutato di trascrivere l’atto di nascita dei due figli nati in Canada mediante il metodo della gestazione per altri. In realtà, atto di nascita era stato già trascritto per il padre biologico; mancava l’estensione all’altro. La trascrizione però non è mai arrivata. Per quale motivo? Palazzo Civico ha spiegato che ‘le indicazioni date agli uffici erano di eseguire la trascrizione senza indugio. È una questione tecnica che affronteremo e risolveremo’.

Surrogazione consentita in Canada

In base ad alcune voci di corridoio, il Comune di Torino non ha trascritto l’atto di nascita dei figli della coppia gay perché si è basato sulla legge 40 (quella sulla fecondazione assistita) che impedisce a chiunque di ricorrere alla surrogazione di maternità. In Canada, invece, il sistema della surrogazione è consentito per avere figli. L’amministrazione comunale ha argomentato: ‘Si tratta di una questione puramente tecnica a cui si sta cercando di porre rimedio sia per questo caso, sul quale stiamo lavorando per rimettervi mano, sia per il futuro’.

La chiosa dell’amministrazione comunale

La giustificazione del Comune di Torino riguardo alla mancata trascrizione dell’atto di nascita continua così: ‘Non appena si è avuto sentore di casi simili, la Città ha presentato una interrogazione al ministero dell’Interno e all’Anusca, l’associazione degli stati civili e anagrafi; inoltre si sta valutando la possibilità di intraprendere una costituzione di parte civile a fianco delle coppie che richiedono il riconoscimento dei figli per far sì che le decisioni dei tribunali valgano anche per gli uffici comunali. Stiamo valutando tutte le strade possibili per risolvere questa problematica tecnica’.

Per il Comune di Torino, insomma, c’è stato un problema tecnico. Sarà, ma il caso ha fatto scoppiare un putiferio nel capoluogo piemontese. Il Comune cerca di smorzare i toni assicurando che il qui pro quo verrà risolto presto.

L’Italia vieta la gestazione per altri

A febbraio si era parlato di trascrizioni di atti di nascita anche in riferimento a un’altra coppia gay che era ricorsa alla Gpa in Canada per avere due figli. Sembra che sia in bilico l’ordinanza della Corte d’Appello di Trento con cui era stata autorizzata la trascrizione dell’atto di nascita di due bimbi venuti alla luce da due padri omosessuali. La prima sezione civile della Suprema Corte ha infatti stabilito che su questo caso si dovranno esprimere le Sezioni Unite. Perché tutto ciò? La decisione della Cassazione fa vacillare dunque il principio secondo cui l’atto di nascita va sempre trascritto in virtù del ‘superiore interesse del minore’.

Finora i giudici italiani non avevano mai considerato importante il modo in cui i bimbi erano venuti al mondo. Resta fermo però che l’ordinamento italiano vieta la gestazione per altri, ammessa invece in nazioni come il Canada. Un tribunale o un Comune non saranno più disposti a trascrivere atti di nascita di figli di coppie gay nati in altri Paesi se la Suprema Corte disporrà che ciò contrasta con l’ordine pubblico. Tutto ciò è differente dalla stepchild adoption, ovvero l’adozione di un bimbo da parte del partner del genitore naturale. In tal caso non si reclama la trascrizione dell’atto di nascita.

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