Trieste, pediatra affetta da tubercolosi: bimbo contagiato

By | 11 ottobre 2016

Il minore affetto da tubercolosi è stato ricoverato all’ospedale ‘Burlo Garofolo’ ma le sue condizioni non sono preoccupanti

 

 

Un bimbo è affetto da tubercolosi a Trieste. La scoperta è stata fatta durante gli accertamenti disposti la scorsa settimana, quando è venuta alla luce la storia della pediatra malata di tubercolosi. Negli ultimi giorni sono stati visitati circa 3.500 bimbi.

Non si conosce l’età del bimbo

La pediatra affetta da tubercolosi svolge la sua professione nei distretti Uno, Due e Tre della Asl di Trieste. Dopo la scoperta della malattia, il medico è stato ricoverato nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale Maggiore di Trieste. Il bimbo colpito dalla tubercolosi, invece, si trova nel nosocomio infantile ‘Burlo Garofolo’: le sue condizioni non sono allarmanti, almeno stando alle parole dei medici. Il minore ha contratto la patologia quasi sicuramente nel distretto sanitario di Trieste, dove la pediatra lavora in qualità di addetta alle vaccinazioni.  Da fonti sanitarie si apprende che il bambino è sottoposto alle cure contemplate nel protocollo scattato subito dopo la scoperta del contagio della pediatra. Non ci sono rischi di diffusione della tubercolosi. La vicenda, comunque, ha allarmato molte famiglie triestine. Per tale ragione, la Asl ha attivato il numero verde 800991170 per ottenere chiarimenti ed informazioni, favorendo altresì collegamenti e contatti con il nosocomio ‘Burlo Garofolo’ ed altre strutture sanitarie triestine.

E’ stata diffusa, nelle ultime ore, la notizia del contagio del bimbo ma non si conosce l’età. Questa vicenda merita senza dubbio molti approfondimenti. Il Codacons si è già attivato, presentando un esposto alla Procura della Repubblica di Trieste. Si vuole scoprire se, effettivamente, nell’ospedale di Trieste e nella Asl siano stati compiuti gli accertamenti e i controlli per evitare contagi da tubercolosi. Ovviamente, il Codacons chiede accertamenti per individuare eventuali responsabili, visto che una pediatra affetta da tubercolosi al lavoro ha rappresentato un grave rischio per la collettività.

Un tempo la malattia ha ucciso moltissime persone

Oggi la tubercolosi è ritenuta una patologia inoffensiva. Merito del progresso e delle numerose ricerche scientifiche. Nel XIX secolo, invece, tale malattia causò moltissime morti. Quando Robert Koch scoprì che il responsabile della tubercolosi è il Mycobacterium tubercolosis, la malattia rappresentava la principale causa di morte in Europa e negli Stati Uniti. All’epoca la patologia era conosciuta ancora con il nome di tisi. Il progresso, il benessere e la scoperta di medicinali antitubercolari hanno favorito una forte diminuzione dei casi di tubercolosi e, di conseguenza, le morti. Ciò, comunque, è  un discorso che vale per l’Occidente, visto che ancora oggi la malattia stronca molte persone, specialmente i bimbi che vivono in Paesi poveri.

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La tubercolosi è una patologia che colpisce i polmoni ma non è escluso che siano interessante altre parti del corpo. Nessuno si accorge dell’infezione primaria, ovvero dell’entrata del germe nel corpo umano: può accadere, infatti, che la malattia possa ‘esplodere’ anni dopo il contatto con il germe. E’ stato calcolato che solo il 10/15% delle persone contagiate da Mycobacterium tubercolosis si ammalano di tubercolosi durante la loro vita.

A Trieste c’è molta ansia da quando è emerso il caso della pediatra malata di tubercolosi. Il medico potrebbe aver contagiato molti bimbi ma è ancora presto per giungere a conclusioni affrettate. Vero è che la donna somministrava i vaccini in luoghi chiusi, ovvero quelli in cui l’infezione si diffonde con estrema facilità.

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