Trony chiude e lascia a casa dipendenti: proteste ad Albignasego

By | 19 marzo 2018

trony-licenziamento-albignasegoTempi duri per tante persone che lavorano per Trony, nota catena di elettrodomestici. Le serrande di tanti negozi sono rimaste chiuse e i dipendenti sono stati costretti a restare a casa. Adesso una sessantina di persone, tra Sermeola di Rubano, Conselve e Albignasego dovranno trovarsi un altro lavoro, salvo ‘miracoli’ dell’ultim’ora. Non ci sarebbe stato nessun preavviso. Gli operai hanno ricevuto un messaggio terribile: la DPS Group (azienda che gestisce i vari negozi con il brand Trony in Italia) è fallita. Le persone che hanno ricevuto il messaggino lavoravano proprio per la DPS Group.

Dramma che si ripete

E’ successo tutto all’improvviso. Serrande chiuse, personale a casa e clienti insoddisfatti. Venerdì scorso agli operai di Albignasego ed altri centri limitrofi è stato detto di restare a casa. La DPS Group è fallita, quindi niente più lavoro. Molti dipendenti però avevano lasciato anche effetti personali nei negozi; senza contare i clienti che dovevano passare a ritirare gli elettrodomestici acquistati recentemente e quelli che dovevano riprendere quelli riparati. Cosa si farà? Qualche operaio ha affermato che la scorsa settimana un cliente avrebbe dovuto ritirare un frigorifero già pagato. Non si sa, adesso, quando il cliente potrà portarsi a casa l’elettrodomestico già saldato.

Hanno chiuso, alla fine, anche i punti vendita Trony di Albignasego e Conselve, i soli rimasti aperti in provincia di Padova. I dipendenti non sanno cosa fare, sono sul lastrico. Come faranno a mantenere le loro famiglie? Nonostante il messaggio che li invitava a restare a casa, i dipendenti di Albignasego si sono presentati ugualmente davanti al negozio per cercare di ottenere spiegazioni. Insieme a loro anche colleghi del negozio Trony presso il centro commerciale Le Brentelle di Rubano, già chiuso lo scorso gennaio, e quello nel centro commerciale Giotto di Padova, chiuso nel 2015. Gli operai parlano di un ‘dramma che si ripete’.

Un messaggio su WhatsApp

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Il fallimento della DPS Group è stato decretato dal tribunale di Milano lo scorso 15 marzo 2018. Contestualmente è stato nominato un curatore che avrà il compito di liquidare i creditori dell’azienda fallita e risolvere la situazione dei tanti dipendenti rimasti improvvisamente senza un impiego. Sarebbe stato proprio il curatore fallimentare a vietare la riapertura dei negozi. Bisogna probabilmente redigere un elenco di tutta la merce presente nei punti vendita. ‘Tutto questo ci è stato comunicato con due righe dalla Cgil venerdì sera, poco prima dell’ora di chiusura, mentre il direttore ci ha comunicato via WhatsApp, intorno alle 23:30, che non dovevamo presentarci al lavoro’, hanno detto gli operai di Albignasego. I dipendenti, comunque, si sono presentati lo stesso dinanzi al punto vendita. Nessuno però gli ha fornito spiegazioni. I clienti, per giunta, non hanno trovato nemmeno un cartello di segnalazione della chiusura, contenente le informazioni su come ritirare i prodotti. ‘Abbiamo contattato più volte il direttore, ma non è venuto né ci ha più risposto’ dicono i dipendenti, che hanno segnalato ai carabinieri la loro presenza davanti ai negozi, facendo così attestare ufficialmente la loro presenza. Nessuno infatti li aveva avvertiti preventivamente della chiusura.

Lavoravano gratis

I dipendenti Trony hanno affermato giorni fa: ‘Non volevamo che qualcuno asserisse che eravamo noi in difetto e assentisti. Già le ferie prima ci hanno detto di farle, poi a sorpresa non ce le hanno pagate. Come del resto lo stipendio di febbraio: la busta paga l’abbiamo ricevuta, ma i soldi in banca non sono ancora arrivati. Da un mese e mezzo lavoriamo praticamente gratis, e adesso non sappiamo nemmeno che ne sarà di noi’. Come si muoveranno i sindacati? Marquida Moccia, membro della Filcams-Cgil Padova, ha affermato che ‘a livello nazionale si sono già mossi per incontrare il curatore fallimentare e attivare anche il Ministero. A livello locale invitiamo chi già si è proposto di subentrare nel negozio di Albignasego, a farsi avanti, così almeno da cercare di risolvere la situazione lavorativa di quel punto vendita. Che sia un’azienda che si occupa di elettrodomestici oppure no’. I lavoratori di Albignasego hanno parlato anche con il sindaco Filippo Giacinti, che si è detto disponibile a sostenerli in ogni modo e con ogni mezzo.

Tegola per i dipendenti italiani di Trony. La nota catena di elettronica di largo consumo non teme paragoni ma chiude spesso e manda sul lastrico le famiglie. Tutta colpa della società che gestisce i punti vendita italiani, la DPS, che gradualmente ha chiuso tutti i negozi italiani. Finora hanno cessato la loro attività 49 punti vendita ed oltre 500 i dipendenti che rischiano il benservito. Le regioni più interessate dalle chiusure sono Piemonte, Liguria, Veneto, Puglia e Friuli. In Puglia i lavoratori hanno organizzato sit-in di protesta dinanzi a un punto vendita di Bari. Si vocifera che i lavoratori di tale negozio percepiscano uno stipendio dimezzato dallo scorso dicembre.

Il passar del tempo non fa altro che peggiorare la situazione dei lavoratori Trony. Barbara Neglia (Filcam Cgil) spiega: ‘A livello nazionale le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil chiederanno un primo incontro al curatore fallimentare e in modo parallelo proveranno ad avere un confronto con il Ministero allo Sviluppo economico per cercare di trovare soluzioni alternative al licenziamento dei dipendenti’. Dello stesso avviso Alessio di Labio, coordinatore nazionale di Filcams Cgil, secondo cui ‘ora resta da gestire questa fase e poi individuare uno o più soggetti interessati a rilevare i 43 punti in vendita’. La DPS Group ha problemi economici da molto tempo ed ora è arrivato il fallimento. Sembra che la società avesse chiesto un concordato preventivo, ritenuto però inadeguato dal giudice fallimentare, che è stato costretto a decretare ufficialmente il fallimento.

Chiusure dei punti vendita Trony a Roma

All’indomani della dichiarazione ufficiale del fallimento della DPS Group, i lavoratori hanno ricevuto il pesante messaggio. Mirko Ceotto, segretario nazionale di Fisascat Cisl, osserva che ‘la vera preoccupazione riguarda le prospettive future. Circa un mese fa si era parlato di un possibile acquirente per 15 dei punti vendita di Trony, il che avrebbe permesso di puntare al risanamento dell’intero gruppo. Il fatto che fino a questo momento non sia ancora arriva alcuna proposta concreta è motivo di grande allarme’. Le chiusure dei punti vendita Trony del Nord Italia seguono quelle di Vigna Clara, Euroma 2, Cinecittà, Bufalotta, Appio, Romanina e Tiburtina, a Roma. Nella Capitale la nota catena di elettrodomestici ha lasciato a casa 180 lavoratori. A febbraio il tribunale di Roma ha stabilito il fallimento di Edom spa, azienda riconducibile a un certo Alessandro Febbraretti, che detiene il brand Trony a Roma. Tutti i conti e la merce della società adesso sono  in mano al curatore fallimentare, che tra l’altro sta cercando altri acquirenti dei punti vendita.

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