Arte e cultura

Trovato il Martello di Thor realizzato in piombo, oro e argento

Il martello di Thor

martello di Thor
Questo piccolo martello di Thor, o sarebbe più corretto dire torshammere, è in realtà un amuleto che riproduce il martello di Thor, è stato ritrovato fortuitamente a Kobelev in Danimarca ed è segnalato ad Anders Rasmussen, archeologo del museo Lolland-Falster. Oltre al martello sono stati trovati alcuni aghi d’argento e ed uno stampo per realizzare spille, indizi che portano ad ipotizzare che nelle vicinanze del ritrovamento si trovasse l’officina di un orefice.
Thor era il più forte fisicamente tra gli Asi i dei che abitavano il Valahalla, l’aldilà dove venivano accolti tutti i guerrieri morti valorosamente in battaglia. Armato del Mjölnir – questo il nome della sua arma magica – che solo lui era in grado di maneggiare, il dio Thor si recava in battaglia e nessun nemico poteva resistergli. Ma secondo la teleologia sarebbe infine caduto insieme agli altri dei di Asgard nella battaglia finale che avrebbe opposto gli Asi guidati da Odino, contro le creature infere. Dopodiché il mondo sarebbe risorto sotto la guida di Balder, il figlio di Odino, ucciso con un inganno dal dio Loki.

Il martello di Thor:un amuleto contro il male

Pendenti simili con valore magico erano molto comuni presso le popolazioni danesi e non solo – più di 1000 al momento ne sono stati rinvenuti – ed erano indossati indistintamente sia da uomini che da donne con lo scopo di tenere lontano il male; spesso tali amuleti venivano associati alla croce cristiana per fornire una protezione maggiore, in un clima di sincretismo religioso molto diffuso tra le popolazione pagane convertitesi al Cristianesimo dell’Europa centro-settentrionale. Come spiega Peter Pentz, archeologo del Museo Nazionale della Danimarca.
Il martello di Thor rinvenuto a Kobelev è di pregevole fattura: realizzato interamente in bronzo presenta tracce di argento ed era originariamente placcato in oro; è il primo amuleto di questo tipo ad avere delle rune incise. Indubbiamente il suo possessore era di rango sociale elevato, ma non è stato possibile stabilirne il sesso o l’età. Peter Pentz adesso afferma che le rune incise permettono di stabilire senza alcun dubbio che gli amuleti in miniatura di questo tipo rappresentano il martello di Thor.
Infatti le rune presenti sull’amuleto recano incise le parole: “Hmar x è”, che significa letteralmente “questo è un martello”; dove la x non è una parola, ma ha soltanto la funzione di separare le due parole.
Si noti poi la somiglianza tra la parola “Hmar”, “hamar” in realtà – l’errore forse di deve al grado di alfabetizzazione dell’autore dell’incisione – e l’attuale “hammer” inglese, che indica appunto il martello.Viene così ricomposta l’annosa diatriba che aveva diviso gli archeologi circa l’identificazione dell’amuleto con il martello di Thor. La fattura spesso poco precisa aveva infatti portato molti specialisti che tali amuleti non riproducessero dei martelli, ma altri strumenti poco noti. Ma ora tutti i dubbi sono stati fugati.
La scrittura utilizzata dai vichinghi comprende circa 260 simboli rivenuti tra numerosi reperti distribuiti tra la Danimarca e la Svezia. Le rune ritrovate sul miniaturistico martello di Thor di Kobelev hanno un’altezza che varia dai 3-7 mm. E’ occorso molto tempo prima che le rune venissero interpretate, dovute in parte alle dimensioni molto ridotte delle rune, in parte a causa della corrosione superficiale causate dai 1100 anni di seppellimento.

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