Trump comprò il silenzio di una pornodiva: rivelazione dell’avvocato

By | 14 febbraio 2018

Trump-rapporto-DanielsDonald Trump ebbe una relazione con una pornostar e ne comprò il silenzio con molti soldi. Non è un’indiscrezione, né una chiacchiera da bar ma quanto rivelato al New York Times dall’avvocato personale del presidente degli Stati Uniti. Michael Cohen ha affermato di aver versato 130.000 dollari all’attrice Stormy Daniels, al secolo Stephanie Clifford. Cohen ha precisato di aver pagato di tasca propria la somma, senza essere mai stato rimborsato dalla campagna Trump o dall’organizzazione Trump. L’episodio risale al 2006.

130mila dollari non erano un contributo alla campagna presidenziale

‘Il pagamento alla sig.ra Clifford era legale e non era un contributo alla campagna o una spesa per la campagna da parte di qualcuno’, ha precisato l’avvocato di Donald Trump. Cohen ha anche rivelato al New York Times di aver riferito della somma versata alla Daniels alla Commissione elettorale federale (FEC), in seguito a una denuncia presentata da Common Cause, un gruppo di sorveglianza governativa.

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Common Cause voleva sapere dalla FEC se quei 130mila dollari fossero un contributo alla campagna. Per l’avvocato del tycoon newyorkese tutte le accuse sono prive di fondamento. Lo scorso gennaio, il Wall Street Journal aveva scritto che Michael Cohen avrebbe versato la somma all’attrice nell’ottobre 2016 per non farla parlare in pubblico del presunto incontro ‘intimo’ con Trump durante la campagna presidenziale.

Attrice e Trump si sarebbero incontrati a un torneo di golf

Una nuova bufera rischia di abbattersi sul presidente degli Stati Uniti. Lo scorso mese, il magazine In Touch aveva pubblicato un’intervista rilasciata dalla Clifford 7 anni fa. L’attrice aveva riferito di aver incontrato Trump durante un torneo di golf a Lake Tahoe (Nevada). Lui si era sposato da poco con Melania, la terza moglie. Una storia misteriosa. Tempo fa era circolato un comunicato della Daniels che smentiva il presunto accordo con Trump. La stessa, però, aveva precisato che la firma non era la sua, non sapendo nemmeno chi avesse diffuso tale nota.

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