Animali

Uccide gatto in lavatrice: aveva cercato di accoppiarsi con la sua gatta

gatto-sevizie-lavatrice-spagnaLa Polizia spagnola sta indagando sul caso agghiacciante di una cameriera che ha ucciso un gatto in lavatrice. L’unica colpa del micio sarebbe stata quella di aver tentato di accoppiarsi con la gatta della donna. La cinica 23enne non si sarebbe solo divertita a martoriare il gatto ma avrebbe anche immortalato quei momenti, postando il video scioccante su Instagram. Il filmato postato dalla cameriera di Villarrubia de los Ojos, a sud di Madrid, è corredato dalle seguenti parole: ‘Questo è quello che succede ai gatti che se ne vanno con la mia povera gattina’. La sequenza, intitolata Gatolavador, ritrae il gatto bagnato, nella lavatrice, che soffre. La 23enne mormora frasi del tipo ‘qual è il problema con te?’ e ‘sei ancora lì?’. Dopo un primo giro, la spietata cameriera si avvicina alla lavatrice e afferma: ‘Signore e signori siamo venuti a vedere come sta andando così possiamo appenderlo ma sembra che stia ancora miagolando’.

Due lavaggi per il povero gatto

Mentre guarda quella lavatrice, la 23enne spagnola afferma: ‘Quelli che dicono che i gatti hanno nove vite sembrano avere ragione. Figlio di una ***’. Poi aggiunge altro detersivo per il secondo lavaggio e borbotta: ‘Sembra come se non l’avessimo fatto bene’. Mentre il gatto miagolava e stava morendo, la crudele 23enne spagnola avvicinava il suo smartphone al vetro per riprendere bene l’agonia del piccolo felino. L’azione aberrante della donna ha fatto rabbrividire gli spagnoli e il popolo del web. E’ già stata promossa una manifestazione nella città dove ha lavorato per protestare contro la disumana azione e le sevizie sugli animali. Sono già 300mila, invece, coloro che hanno firmato una petizione su change.org per chiedere una punizione esemplare per la ‘psicopatica che ha ucciso un gatto’. I poliziotti spagnoli hanno confermato di aver avviato un’indagine sul maltrattamento e l’uccisione del gatto ma non hanno potuto fornire altre informazioni.

Pena esemplare per la cameriera: la richiesta di PACMA

La cinica e disumana cameriera è originaria di Mengibar, cittadina nella provincia andalusa di Jaen. Il fratello ha confermato sui social di essere al corrente del gesto vile ed efferato ma non ha voluto rilasciare commenti ‘perché non la sento da mesi’. Il partito PACMA ha fatto sapere che chiederà una pena detentiva ‘esemplare’ per la cameriera qualora fosse ritenuta responsabile del crimine. In Spagna, tuttavia, le condanne non superano un anno e mezzo di reclusione per delitti del genere; inoltre le pene vengono quasi sempre sospese. Una portavoce del PACMA ha detto: ‘Questo è un altro caso atroce di maltrattamento di animali. Il presunto autore del video, una donna identificata come EMVM e originario della provincia di Jaen, mette un gatto nero in una lavatrice e l’avvia con l’intenzione di ucciderlo’.

La portavoce del PACMA ha aggiunto che “dal video che ha pubblicato online sul suo profilo Instagram e la sua versione di eventi, il gatto è sopravvissuto al primo lavaggio e lei ne ha avviato un secondo che ha provocato la sua morte. Dopo che altri utenti dei social media l’hanno criticata, ha minacciato di continuare a uccidere altri animali con la foto di un cane che teneva per il collo e la frase: ‘Prossima vittima. Non volete che uccida i gatti. Ucciderò cani'”. Un altro portavoce del partito ha assicurato che presto verrà promossa una manifestazione di protesta davanti al Parlamento spagnolo per segnalare l’indolenza politica verso i maltrattamenti degli animali. Intanto una cinquantina di persone hanno protestato davanti al Municipio di Villarrubia de Los Ojos dopo aver visto lo sconcertante filmato. Un’associazione animalista ha dichiarato che la cameriera, dopo aver ucciso il gatto e girato il video, si è data alla fuga per eludere le forze dell’ordine.

Nessuno vuole rilasciare commenti sulla morte del gatto perché è stata aperta un’inchiesta sulla vicenda. Una portavoce della Guardia Civil ha spiegato che il caso è finito sul tavolo dei giudici spagnoli. Juan Manuel Diaz, volontario animalista, ha scritto che la donna è stata segnalata: ‘Lo ha ucciso (il gatto, ndr) mettendolo in lavatrice e avviando l’elettrodomestico. Ci sono immagini e video’.

Come riconoscere gli abusi sui gatti

Il gatto spagnolo che ha cercato di accoppiarsi con la micia della cameriera spagnola è solo uno dei tanti piccoli felini che vengono vessati da persone barbare e senza scrupoli. Gran parte dei gatti, purtroppo, nel corso della loro vita, subiscono abusi, sia fisici che emotivi. L’abbandono, ad esempio, è una forma di maltrattamento. Se l’abuso avviene nella prima fase della vita di un gatto, le conseguenze possono essere anche molto gravi. Cicatrici che restano anche se l’animale continua a vivere in un ambiente diverso da quello in cui ha subito maltrattamenti. Un gatto attempato può riprendersi subito dopo un abuso ma un esemplare giovane potrebbe restare scioccato e, ad esempio, perdere la fiducia negli esseri umani. Di seguito un breve elenco dei più frequenti maltrattamenti e shock psicologici dei gatti:

  •  Isolamento sociale
  •  Castighi fisici o corporali
  • Segregazione
  • Contenzione fisica (ad es. quando il micio è obbligato a vivere in piccole gabbie)
  • Trascuratezza

I tipici sintomi degli abusi sui gatti sono la depressione, l’isolamento sociale e l’indolenza. Un gatto maltrattato continuamente non ha generalmente voglia di muoversi. E’ pigro e stanco. Se vive in casa tende a passare gran parte della giornata sotto i letti, senza sondare l’ambiente domestico. Ciò vale anche per i gatti che vivono all’aperto. I veterinari sostengono che i gatti senza contatti  con l’uomo nell’arco delle prime 7 settimane di vita, o seviziati durante tale periodo, difficilmente riusciranno a instaurare un bel rapporto con gli esseri umani. Saranno diffidenti per il resto della loro vita. Una condanna esemplare per chi ha seviziato i piccoli felini è stata pronunciata, invece, l’anno scorso negli Usa. Robert Roy Farmer, un 27enne californiano, è stato condannato a 16 anni di carcere per aver attirato e ucciso 21 gatti randagi e domestici. Su alcuni di essi il ragazzo avrebbe commesso anche abusi sessuali. L’uomo ha ammesso, davanti ai giudici, di aver commesso quelle azioni raccapriccianti, aggiungendo di aver assunto sostanze stupefacenti. Le forze dell’ordine avevano trovato Farmer mentre dormiva nella sua macchina. All’interno della vettura erano stati trovati chiari indizi di colpevolezza. Prima della condanna era stata lanciata una petizione su Change.org per reclamare giustizia.

Join The Discussion

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.