Uccisa e fatta a pezzi: resti mangiati dai cinghiali

By | 2 gennaio 2018

Marocchina omicidio cinghialiUna fine orribile quella fatta da una marocchina 46enne residente a Verona da tanti anni. La straniera è stata uccisa e fatta a pezzi; poi i resti sono stati dati in pasto ai cinghiali. Il medico legale ha saputo identificare la donna perché il viso e le impronte digitali erano ancora integri. Il macabro ritrovamento è stato fatto a Valeggio sul Mincio, nel Veronese, da una donna che vive in zona. La signora ha affermato che, all’inizio, pensava che quei resti sparsi sul terreno fossero di un manichino. Poi, avvicinandosi, si è resa conto che erano frammenti umani.

Sezionata con una sega elettrica

Gli inquirenti ritengono che la marocchina, separata e regolare in Italia, sia stata prima uccisa e poi sezionata con una sega elettrica.

I killer, per eliminare ogni traccia, avrebbero portato i resti della nordafricana presso un’ex base militare, dismessa da tempo, dove oggi ci sono molti cinghiali. L’assassino, insomma, sperava che gli animali mangiassero tutto il corpo della donna.

Adesso gli investigatori stanno cercando di scoprire il tipo di vita che conduceva la marocchina e che tipo di persone frequentava.

Sul luogo del ritrovamento dei resti non c’era sangue. La circostanza porta a pensare che la 46enne sia stata uccisa e dissezionata in un altro posto.

Calzini e slip della marocchina

Gli unici abiti della donna ritrovati dagli investigatori sono un paio di calzini bianche e delle mutandine a righe rosse. Indumenti che probabilmente serviranno alle forze dell’ordine a risalire al killer.

Gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi, nemmeno quella del rituale occulto, malgrado non siano state ravvisate menomazioni sui resti della 46enne.

Una storia di crudeltà inaudita quella avvenuta in provincia di Verona. Una storia che presenta affinità con quella avvenuta due anni fa a Kansas City (Usa), dove due genitori avevano gettato il figlioletto di 7 anni tra i maiali. Il cadavere del minore era stato ritrovato sotto terra, nel giardino della casa dei genitori orchi.

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