Ha ucciso più innocenti Totò Riina o Emma Bonino? Post shock di un prete

By | 19 novembre 2017

Un altro prete che solleva polemiche con le sue affermazioni. Tempo fa, a scandalizzare, era stato don Lorenzo Guidotti, parroco di Bologna che aveva commentato su Facebook lo stupro subito da una 17enne ubriaca. La giovane aveva trascorso la serata con gli amici. Il religioso aveva scritto di non avere misericordia verso quella ragazzina che, secondo lui, se l’era voluta. Adesso un altro sacerdote lascia di stucco con le sue parole. Nei giorni scorsi è morto il ‘Capo dei Capi’ Totò Riina, uno dei più temibili mafiosi della terra che, secondo don Francesco Pieri, non ha ucciso più innocenti di Emma Bonino. ‘Ha più morti innocenti sulla coscienza Totò Riina o Emma Bonino?’, ha scritto il docente alla facoltà teologica dell’Emilia-Romagna su Facebook. Parole forti, che hanno fatto indignare molte persone. Alcuni tabloid, tra cui ‘Il Resto del Carlino’,  hanno cercato di contattare don Pieri per ottenere spiegazioni, ma lui si è rifiutato di commentare. Solo su Facebook il religioso ha timidamente esplicitato la sua convinzione sul tema dell’aborto e sul ruolo della Bonino. Il prete ha replicato così a un internauta, secondo cui ha ucciso più innocenti la Bonino: ‘Il che non rende certo migliore Riina, ma dice qualcosa sulle nostre ipocrisie diffuse’.

Il prete ha citato il Concilio Vaticano II

Totò Riina è morto. Un uomo spietato, che ha ucciso e fatto uccidere tante persone, tra cui i giudici Falcone e Borsellino, è passato a miglior vita. Eppure per don Francesco Pieri ha ucciso più innocenti la radicale Emma Bonino.

Don Pieri ha reputato omicida la Bonino, citando il Concilio Vaticano II che, con la Gaudium et spes ‘mette l’aborto (non importa se legalizzato, ospedalizzato e mutuabile o no) in serie con genocidio, omicidio volontario e altri crimini orrendi (GS 27), tra cui certamente quelli di mafia, e lo definisce abominevole delitto (GS 51). Solo che vedo meno gente disposta a indignarsi e schierarsi per questi innocenti. Anche tra chi metterebbe la mano sul fuoco per il Vaticano II’. Il prete ha anche evocato il cardinale Giacomo Biffi, deceduto due anni fa, che aveva equiparato l’interruzione volontaria della gravidanza ai campi di sterminio nazisti.

La petizione di Emma Bonino

L’ex ministro degli Esteri Emma Bonino è stata sempre molto attiva e interessata al tema delicato dell’aborto, promuovendo battaglie per permettere alle donne di essere più libere di interrompere volontariamente la gestazione. Negli ultimi tempi, la Bonino promosso una petizione, di cui è la prima firmataria, con cui si sollecita il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ad introdurre l’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica anche nei laboratori.

‘Nonostante quello attuale non appaia politicamente il momento giusto per intervenire, la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza ha bisogno di un tagliando, poiché molto è cambiato anche dal punto di vista scientifico dal 1978’, ha spiegato recentemente Emma Bonino. L’obiettivo di quest’ultima è consentire alle donne di beneficiare dell’ivg farmacologica anche in regime ambulatoriale.

Per Emma Bonino bisogna a tutti i costi fronteggiare ‘i peggioramenti dell’attuale legge, causati dai pregiudizi’. Uno dei tabù, in Italia, è l’impossibilità di ricorrere all’interruzione volontaria farmacologica negli ambulatori.

La petizione lanciata dalla Bonino è già stata lanciata da 4.000 persone, tra cui l’Associazione Luca Coscioni e l’Associazione Amica. Tutto ciò, per l’ex ministro degli Esteri, favorirebbe un sensibile calo degli aborti clandestini.

Anna Pompili, ginecologa e presidente dell’Associazione medici italiani contraccezione e aborto, ha dichiarato che il divieto italiano all’aborto farmacologico in regime ambulatoriale rappresenta ‘una chiara volontà di porre ostacoli alle donne e di stigmatizzare le loro decisioni‘.

L’Italia è l’unica nazione al mondo che obbliga le donne che vogliono sottoporsi all’aborto farmacologico al ricovero di 3 giorni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.