Esteri

UE parla di fake news: la Russia spende 1,1 miliardo l’anno per disinformazioni

L’UE parla chiaro sulle fame news: non ha dubbi delle manovre disinformative poste in essere dalla Russia. Esistono infatti prove schiaccianti della manipolazione di notizie effettuata dai russi in Europa. Queste deformazioni rappresentano una delle regole basilari della dottrina militare russa al fine di piegare il volere dell’Occidente nei loro confronti.

L’allarme dell’UE sulla Russia e le fake news

A parlare in maniera così dura e consapevole è il vicepresidente della commissione Ue, Andrus Ansip che avvisa gli atri: “Mosca investe un enorme budget, 1,1 miliardi l’anno, a sostegno della disinformazione. La fabbrica dei troll di San Pietroburgo impiega 1000 persone a tempo pieno“. Non vi era occasione migliore per dire quanto sopra asserito se non l’introduzione del piano anti fake news nato nell’Unione europea.

Dal momento che a maggio 2019 ci saranno le elezioni, l’Unione ha pensato bene di propinare agli stati membri un nuovo codice di condotta da applicare se si utilizza internet, che prevede la compilazione di reporter mensili. In questo modo si viene informati sulla lotta alle news errate. “Dobbiamo lavorare insieme e coordinare i nostri sforzi nella lotta alla disinformazione“, ha detto Andrus Ansip. 

Tutte le regole contro le fake news

Il codice prevede un nuovo “sistema di allerta” contro le notizie false e la creazione di un team di esperti che sappiano usare strumenti di analisi dei dati che possano individuare le bufale in rete. Dobbiamo vedere ora come lavoreranno le compagnie e i progressi che faranno nel portare avanti l’impegno che hanno preso”, sono state le parole di Julian King, commissario europeo per l’unione della sicurezza. Ad ora il rispetto di questo vademecum da parte dei paesi membri è facoltativo, ma la Commissione sta meditando di renderle obbligatorie se le piattaforme non riescono a far rientrare il flusso di false informazioni.

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