Addio a Uli Emanuele: base jumper intrepido e star del web

By | 19 agosto 2016

Se n’è andato il base jumper 29enne Uli Emanuele, venuto alla ribalta grazie ai numerosi video ritraenti le sue imprese con la tuta alare. Emanuele, sportivo altoatesino, era molto popolare soprattutto su Facebook, vantando oltre 27.000 ‘mi piace’.

Morte sulle Dolomiti

Emanuele era un grande amante degli sport estremi ed è stata proprio tale passione la causa della sua dipartita prematura. Lo scorso 17 agosto 2016, il base jumper si era recato sulle montagne di Lauterbrunnen, in Svizzera, per realizzare un altro video ad alta quota. Purtroppo Emanuele è andato a schiantarsi contro una parete rocciosa. Si era lanciato assieme a due amici. La triste notizia è stata diffusa dallo staff del 29enne. Ecco l’ultimo messaggio pubblicato da Emanuele sulla sua bacheca Facebook: “Ore 8, tramonto sulle Dolomiti a 3.100 metri. Sono pronto per un nuovo salto”.

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Uli Emanuele era giovane ma molto esperto. Si era lanciato molte volte con la tuta alare. Perché, allora, due giorni fa, è andato a schiantarsi contro quella parete rocciosa? Attualmente le ipotesi sono due: uno schianto in volo con un altro base jumper o lo sfioramento tra i due sportivi. Emanuele era diventato una vera celebrità della Rete e dei social, le sue imprese mandavano in visibilio tantissime persone. Il 29enne era intrepido e, forse, un po’ spericolato. Forse anche lui sapeva che non avrebbe lasciato questo mondo su una poltrona, in casa. Il base jumping, lo ricordiamo, è una disciplina molto pericolosa, consistente nel lanciarsi da postazioni fisse (come un palazzo, una gru, o una roccia).

La Polizia cantonale bernese ha scoperto anche il cadavere di un altro base jumper nella stessa zona in cui è morto Uli Emanuele. Si tratta di un 49enne. Non si sa ancora se i due decessi siano connessi. Il cadavere del base jumper altoatesino è stato recuperato dall’elisoccorso alpino svizzero.

Base jumping era la cosa più bella al mondo per Uli Emanuele

Tra le imprese più ‘adrenaliniche’ di Emanuele c’è senza dubbio quella del passaggio in un ‘anello di fuoco’ e nell’apertura di una roccia a 170 km/h. Con la tuta alare Emanuele era capace di tutto, o quasi; non a caso era stato ribattezzato ‘l’artista del volo’. Durante un’intervista, lo sportivo disse: “Per me il base jumping è la cosa più bella del mondo”. Emanuele era figlio d’arte, visto che il papà era un paracadutista; col passar del tempo, però, iniziò ad interessarsi di base jumping, disciplina estrema e pericolosa. Al 29enne piaceva molto condividere sui social i video delle sue prodezze. Avrebbe postato probabilmente anche quello relativo al salto dalle Dolomiti. Invece, il destino ha detto no.

Uli Emanuele non era un base jumper inesperto, anzi si allenava molto prima di ogni lancio. Ai microfoni dell’Alto Adige spiegò: “Un salto nel vuoto richiede uno studio meticoloso delle condizioni meteo, del vento, della conformazione della roccia. Chi me lo fa fare? Non lo so. Per me è la cosa più bella del mondo. E vorrei che le persone capissero che chi pratica questo sport non è un pazzo. Non posso permettermi nessun errore; quando sei lì, la tensione è al massimo ma serve a rimanere concentrati”.

Perché Emanuele preferiva il base jumping al paracadutismo? “Perché salire in montagna e saltare è un piacere che non costa niente e ti fa sentire libero”.

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