Cronaca

Umbertide, imprenditore suicida: non riusciva più a pagare gli operai

Imprenditore di Umbertide si suicida per problemi economiciLa crisi economica non è passata in Italia. Lo evidenziano episodi come quello accaduto ieri a Umbertide, comune in provincia di Perugia. L’imprenditore Gabriele Bartolini non riusciva più a pagare gli stipendi ai suoi 130 operai e per questo aveva chiesto un prestito alle banche. Purtroppo, gli istituti di credito gli avevano voltato le spalle. Per l’impresario era un momento nero e, alla fine, ha pensato di farla finita. La morte come soluzione, come metodo risolutivo di ogni problema. Secondo le prime indiscrezioni, Bartolini avrebbe lasciato un messaggio in cui sono messi in evidenza il mancato credito delle banche e l’incapacità di corrispondere gli stipendi agli operai. Nella lettera, l’uomo chiede ai suoi avvocati di prendersi cura della moglie e dei due figli.

Forse per Gabriele Bartolini era meglio morire

Un altro imprenditore italiano schiacciato dalla crisi economica. L’impresario di Umbertide che si è suicidato ieri nel sottoscala della sede della sua azienda stava per siglare un accordo con i sindacati che prevedeva il pagamento rateizzato degli stipendi agli operai. Forse, tutto ciò rappresentava una sorta di umiliazione per l’imprenditore umbro. Forse era meglio morire e dire addio ad ogni problema. Chissà… Ora, a piangere sono tante persone, in primis la moglie e i due figli dell’imprenditore trovato morto, ieri mattina, da uno dei suoi operai. Questo aveva subito chiamato la Polizia e il 118. Sul posto erano subito arrivati i poliziotti di Città di Castello e gli operatori sanitari che, purtroppo, non avevano potuto fare altro che constatare la morte del povero Gabriele. Il pubblico ministero non ha potuto fare nient’altro che ordinare la restituzione della salma ai parenti.

Cadavere ritrovato nel sottoscala con corda al collo

Sembra che ieri mattina, verso le 6.30, Bartolini fosse sereno. Aveva anche scherzato e discusso di lavoro con alcuni conoscenti. Non aveva certamente fatto intuire che avesse intenzione di togliersi la vita. Invece, l’atteggiamento ha ben occultato le tragiche intenzioni. Gabriele aveva deciso di suicidarsi. Una volta entrato nella sede della sua azienda, si è diretto verso il sottoscala e l’ha fatta finita una volta per tutte. Si è messo la corda al collo e poi è rimasto soffocato. Una morte probabilmente istantanea.

La maggior parte della forza lavoro delle aziende riconducibili a Bartolini era formata da stranieri. Lavoravano nelle società, tuttavia, anche molti parenti di Gabriele, che viveva in una villetta a schiera di Umbertide. Fino a poco tempo fa, l’imprenditore se la passava bene; poi il baratro e l’incapacità di fronteggiare una pessima situazione economica. Solo un credito delle banche, forse, l’avrebbe potuto salvare. Credito che però non è mai arrivato.

Una vita difficile quella di Gabriele Bartolini, come quella di molti altri imprenditori italiani. Una vita piena di tanti dolori e poche, pochissime soddisfazioni. Alle 7, ieri mattina, il suo corpo senza vita è stato scoperto da un operaio, che subito ha lanciato l’allarme. Oggi, alle 16, si sono svolti i funerali dell’imprenditore. Ora il futuro di tanti operai è incerto. Lunedì prossimo, nella hall del centro socio culturale San Francesco è in programma una riunione, a cui prenderà parte anche il sindaco di Umbertide, durante la quale si discuterà sulle prospettive di lavoro di tanti operai rimasti senza datore di lavoro. Le piccole e medie imprese italiane soffrono.

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