Usa, ragazzino di colore condannato a morte: era innocente

By | 19 dicembre 2014

Una storia allucinante avvenuta nel 1944 nella Carolina del Sud solleva nuovamente il dibattito sull’opportunità della pena di morte. Un ragazzino 14enne di colore, George Stinney Jr, venne condannato a morte perché ritenuto colpevole dell’omicidio di due minorenni bianche. Ora, dopo 70 anni, i giudici affermano che George era innocente.

George Stinney jr è il condannato a morte più giovane nella storia degli Usa. I problema è che il ragazzino non doveva essere ucciso perché non fu lui ad eseguire il duplice omicidio di due bambine bianche, Mary Emma Thames e Betty June Binnicker, 7 e 11 anni.

Le bambine vennero trucidate con diversi colpi di spranga alla testa. Il 14enne venne arrestato perché un testimone disse di averlo visto assieme alle vittime, poco prima dell’omicidio. George venne condannato sebbene non vi fossero prove relative alla sua colpevolezza. Lui dichiarò di essere colpevole, è vero, ma quella confessione fu estorta con la violenza.

Il caso è stato riaperto nel 2004 ed ora arriva l’assoluzione di George. Una magra consolazione. Il 14enne doveva vivere e non essere vittima di una giustizia malata!

“Lo stato della South Carolina compì una gran ingiustizia“, ha ammesso il giudice Mullen. Non possiamo che condividere le parole del magistrato statunitense. Anche gli americani sbagliano.

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