Cronaca

Valtellina, soffoca figlio e si impicca: depressione assassina

Tragico episodio in Valtellina, dove un 43enne ha dapprima soffocato il figlio di 7 anni, Pietro, e poi si è suicidato. Protasio Sala ha sfruttato l’assenza della moglie, un’infermiera, per uccidere il figlio e suicidarsi. Non si conosce ancora il motivo dell’omicidio-suicidio. Il 43enne è stato trovato impiccato da alcuni parenti arrivati in casa per accordarsi con la vittima sui lavori di ristrutturazione della villa di famiglia. I familiari di Sala hanno scoperto anche il corpo esanime di Pietro. Una luttuosa vicenda che ha scosso la comunità, non abituata ad episodi del genere. Una tragedia scuote la tranquilla Valtellina.

Perché quell’uomo, improvvisamente, ha deciso di farla finita, uccidendo anche il figlio? Non si sa, anche se è probabile che l’uomo fosse depresso ma nessuno se ne era mai accorto. Una depressione scaturita forse dai problemi di salute del figlio Pietro, che non era in grado di parlare bene. Protasio ha agito mentre la moglie stava lavorando, all’ospedale di Sondalo, ed ha lasciato un biglietto da cui si evince l’ansia di un genitore per le problematiche del figlio. E’ possibile che un lieve disturbo della parola possa arrivare a far commettere un gesto del genere? No, è inammissibile. Sala era depresso ma nessuno se ne era reso conto, neanche la moglie.

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