Veleno nel sangue dei veneti: acque inquinate da Pfas

By | 23 aprile 2016

Veleno nel sangue: troppo PfasNel sangue di molte persone che vivono a Vicenza, Padova e Verona sono state ritrovate tracce di veleno. In particolare, nel sangue di oltre 60.000 persone sono state scoperte sostanze nocive. Ciò dipende dall’inquinamento da Pfas, ovvero sostanze perfluoroalchiliche bollate dallo Iarc come “possibili cancerogeni”

 

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L’assessore regionale alla Sanità ha dichiarato che nel sangue di 60.000 veneti sono state scoperte tracce di sostanze velenose. La causa è rappresentata dalle sostanze perfluoroalchiliche che hanno contaminato le falde acquifere a seguito dei ripetuti sversamenti della Miteni di Trissino, azienda chimica che opera in provincia di Vicenza. Nel sangue di 507 persone che risiedono nel Veneto sono state rilevate troppe sostanze nocive. Lo ha accertato, nei mesi scorsi, anche l’Istituto superiore di sanità, dopo un accurato monitoraggio. L’assessore Lucio Coletto ha detto:

“Sono coinvolte 250.000 persone in tutto il Veneto, e più di 60.000 persone residenti della zona a maggior impatto sono contaminate… In questa vicenda i cittadini del Veneto sono parte lesa, per questo non abbiamo lesinato impegno e risorse”.

Fra le aree venete interessate maggiormente dall’inquinamento di Pfas ci sono quelle comprese tra i comuni Lonigo, Montecchio Maggiore, Creazzo, Brendola, Sarego, Sovizzo e Altavilla. Gli Pfas sono altamente pericolosi perché aumentano il rischio di gravi patologie come colesterolo, ipertensione e tumore. Sembrerà strano ma in Italia è impossibile contestare il reato di inquinamento delle acque se non c’è almeno uno studio epidemiologico. Ora, quindi, la Regione Veneto e l’Iss hanno intenzione di avviare una ricerca che durerà un decennio e che partirà dai 60.000 soggetti infestati in provincia di Vicenza. A sobbarcarsi le spese sarà la Sanità regionale: verranno sottoposti ad esami tutti i residenti nelle province di Padova, Verona e Vicenza. C’è del veleno, dunque, nel sangue delle persone che vivono in diverse città del Veneto. La presenza delle sostanze chimiche perfluoroalchiliche, purtroppo, non è stata accertata solo nell’acqua ma anche nel pesce, nelle carni bovine, nelle uova e negli ortaggi.

 

 

 

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