Venezuela, Maduro: despota che esautorerà il Parlamento

By | 31 luglio 2017

Venezuela, Maduro gongola e le proteste continuano dopo il votoIl Venezuela sta vivendo uno peggiori momenti della sua storia, minato da gravi problematiche sociali ed economiche. Ieri i venezuelani si sono recati alle urne per l’Assemblea costituente. Secondo il Governo, avrebbero votato 8 milioni di persone. L’opposizione la pensa diversamente e ritiene che Maduro ha diffuso informazioni inesatte: ‘Non ci sono stati più di 2 milioni di voti, l’astensione è stata dell’87%’. C’è chi ha evidenziato che l’affluenza alle urne, almeno stando ai dati diffusi dall’Esecutivo venezuelano, ha superato quella delle presidenziali del 2012 e del 2013. Tutto falso per l’opposizione che taccia Maduro di dire falsità riguardo al numero di elettori. Gli antagonisti avevano pubblicato sui social numero foto ritraenti seggi quasi vuoti, esortando i venezuelani a non recarsi al voto, che è stato preceduto da guerriglie e scontri per le vie della nazione sudamericana. Non è solo l’opposizione, tuttavia, a contestare il risultato elettorale ma anche la comunità internazionale. Prima delle elezioni, determinate nazioni, come Perù e Messico, avevano dichiarato che non avrebbero riconosciuto nessun valore al risultato elettorale. A deprecare l’atteggiamento di Maduro e del governo venezuelano anche gli Stati Uniti. L’ambasciatrice americana all’Onu, Nikky Haley, ha stigmatizzato l’aggressività e le violenze che hanno causato diverse vittime, tra cui José Felix Pineda, membro di Ciudad Bolivar e in corsa per l’Assemblea costituente.

Voto illegittimo? Maduro va avanti

A definire ‘illegittimo’ il voto in Venezuela è stato, nelle ultime ore, anche il Cile. La Haley, invece, ha definito le violenze in Venezuela, che hanno causato oltre 120 morti, da aprile ad oggi, come il ‘nuovo passo verso la dittatura’. Nicolas Maduro, il despota per la maggior parte dei venezuelani, e non solo, gongola e dice che le elezioni delle ultime ore sono state le più importanti negli ultimi 18 anni, in Venezuela. Elezioni per l’Assemblea costituente che dovrà dare un nuovo volto alla Costituzione, che dovrà mutarla. Sono molti quelli che pensano al ‘volto dispotico’ della futura Carta costituzionale venezuelana. Il presidente venezuelano non teme le contestazioni e tira dritto, avvertendo l’opposizione che, se continuerà con le proteste, i suoi esponenti finiranno in carcere e in manicomio. L’Assemblea costituente, organo che dovrà cambiare la Costituzione venezuelana, è stata eletta: tra i suoi membri, guarda caso, figurano la moglie di Maduro, Cilia Flores, e Diosdado Cabello, numero due del Chavismo. L’opposizione venezuelana, comunque, non si arrende. Ieri le proteste sono continuate per le strade di Caracas, nonostante il divieto di manifestazione. I dimostranti hanno affermato che ci saranno ancora altre proteste nel Paese, specialmente quando si insedierà l’Assemblea costituente, organo che dovrà trasformare la Costituzione.

Le sanzioni degli Usa

Gli Stati Uniti non accettano l’atteggiamento autoritario di Maduro e del suo Governo, promettendo sanzioni. Heather Nauert, portavoce del Dipartimento di Stato Usa, ha evidenziato in un comunicato diffuso dopo il voto in Venezuela: ‘Continueremo a prendere azioni ferme e rapide contro gli architetti dell’autoritarismo in Venezuela, inclusi quelli che partecipano all’Assemblea Nazionale Costituente’. Gli Stati Uniti renderanno note, nelle prossime ore, le sanzioni che verranno inflitte all’industria petrolifera venezuelana. L’embargo all’importazione di petrolio, comunque, non è ancora in discussione. I severi provvedimenti americani si aggiungeranno alle sanzioni inflitte giorni fa a diversi manager ed ex manager venezuelani corrotti, accusati di aver violato i diritti umani e compiuto azioni contrarie alla democrazia.

Maduro il despota, Maduro il dittatore, Maduro… Il presidente venezuelano mette paura ai venezuelani e non solo. Le sue azioni esprimono una certa indifferenza verso la democrazia e le libertà. L’hanno capito tutti, Usa compresi. Il Venezuela era lo Stato più ricco del Sudamerica, richiamando anche molti italiani; oggi è l’ombra di se stesso, minato da fame, povertà e lotte interne. Il tasso di criminalità è ai massimi storici in tale nazione, chiaro sintomo di un’instabilità politica pazzesca. Nei giorni scorsi, specialmente il 28 luglio 2017, i venezuelani erano scesi in piazza contro la probabile instaurazione di una dittatura, contro l’Assemblea costituente che dovrebbe privare il Parlamento di tutti i suoi poteri.

Chi può fugge dal Venezuela

Si lotta in Venezuela, e chi può fugge in altri Paesi, come la moglie Lilian Tintori, moglie di Leopoldo Lopez, fervido oppositore finito in carcere. La Tintori ora si trova a Miami con i figli. Tanti venezuelani si sono rifugiati in altre nazioni, impauriti dalla dittatura incipiente. Non bastano gli Stati Uniti a rassicurare. Il popolo ha paura e contesta a oltranza, incurante della severità del Governo. Il comportamento di Maduro è considerato rivoltante anche da tante celebrità del mondo della musica e dello spettacolo. Recentemente, anche Daddy Yankee, cantante della hit ‘Despacito’ aveva detto: ‘Il fatto che Maduro si appropri illegalmente di una canzone non è niente rispetto ai crimini che commette e che ha commesso in Venezuela’.

I venezuelani hanno perso 8 kg in un anno: la ‘dieta di Maduro’

Il Venezuela ha fame, i cittadini sono indigenti, non hanno più soldi. Sono stati privati della dignità. Guerriglia, fame e scontri sono all’ordine del giorno nella nazione sudamericana. Tanti morti, ben 106, nell’arco di 119 giorni di protesta. Senza contare i numerosi feriti e le persone finite in carcere per essersi opposte al regime. C’è fame in Venezuela. Da una ricerca condotta dalle più prestigiose università venezuelane è emerso che ogni cittadino del Venezuela ha perso mediamente 8 kg nell’ultimo anno. Difficile, infatti, procurarsi cibo nel ‘regno di Maduro’. C’è chi parla, con una lieve e triste  ironia, della ‘dieta di Maduro’.

In Venezuela si mangia poco e niente e in alcune zone si muore letteralmente di fame. Molti warao, il ‘popolo delle canoe’ hanno lasciato questo mondo per mancanza di cibo, così come i kurripako dell’Amazzonia e i wayúu della Guajira. Tra i rappresentati più famosi dei wayúu c’è l’attrice Patricia Velàsquez, che tra l’altro ha creato una Ong per aiutare il suo popolo. Anche l’attrice (nota per interpretato film come ‘La mummia’) è arrabbiata con Maduro e il Governo venezuelano. Recentemente, dopo l’uccisione di un bimbo di 11 anni, durante una protesta, l’attrice aveva diffuso un filmato di contestazione. ‘Quello che sta accadendo in Venezuela è solo comparabile a quello che hanno fatto i nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale’, aveva tuonato la Velàsquez nel video.

Ormai il Venezuela è allo sbando, anzi nelle mani di Nicolas Maduro, il nuovo egemone. Lo sanno tutti, lo sa anche Sadio Garavini di Turno, ex ambasciatore del Venezuela in Svezia, Guatemala e Guyana. Nel corso di un’intervista al Foglio, aveva dichiarato senza giri di parole: ‘Ormai siamo di fronte a un Governo che è diventato una dittatura molto palese, un colpo di Stato continuato, dal momento che l’Esecutivo non riconosce poteri, attribuzioni e funzioni al Parlamento’.

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