Video shock dell’Isis: pilota siriano bruciato vivo, propaganda orribile

By | 2 dicembre 2017

L’Isis continua a terrorizzare il mondo intero anche con i suoi video shock. Il filmato ritrae un pilota siriano, sequestrato diversi mesi fa, legato a un albero e bruciato vivo. Sembra che la persona torturata dagli jihadisti sia il maggiore Azzam Eid. La sequenza mostra l’uomo incatenato a un albero che, a un certo punto, inizia a urlare per il dolore. Il corpo del maggiore viene arso. Non si sa dove e quando il video sia stato girato. Lo Stato Islamico, come al solito, non lo ha rivelato.

Jihadisti che lottano in Siria e in Iraq

La crudeltà jihadista torna a colpire. C’è l’ennesimo video che lo dimostra. Nel filmato si vedono anche jihadisti che lottano in Iraq e in Siria.

L’uomo ucciso dall’Isis è probabilmente il maggiore catturato l’anno scorso dall’Isis dopo l’atterramento di un caccia siriano nelle vicinanze di Damasco. Lo Stato Islamico aveva diffuso un video incentrato sull’abbattimento del velivolo siriano, precisando che il pilota era stato sequestrato. Di quell’uomo, finora, non si era saputo più niente.

Nel filmato, oltre all’uccisione del pilota siriano, si vedono anche tanti attacchi jihadisti in Egitto, Iraq e Siria.

Azzam Eid bruciato vivo come Muath al-Kasasbeh

Non è la prima volta che l’Isis brucia vivo un pilota. Già nel 2015, l’agenzia di stampa dello Stato Islamico al-Furqan aveva pubblicato un video simile a quello diffuso di recente. Il pilota giordano Muath al-Kasasbeh era stato bruciato vivo come Azzam Eid.

Al-Kasasbeh era stato catturato dai miliziani dell’Isis dopo che il suo aereo, nel 2014, si era schiantato nei pressi di Raqqa.

Propaganda per tirare su il morale ai miliziani sfiduciati?

Secondo alcuni esperti, questo tipo di propaganda (diffusione di immagini e video shock) rappresenta il tentativo dello Stato Islamico di sollevare il morale ai miliziani demoralizzati.

Molti miliziani dell’Isis sarebbero avviliti perché hanno perso su più fronti, ultimamente, in Siria, in Egitto e in Iraq.

Sebbene il Califfato sia crollato in Iraq che in Siria, è ancora capace di fare ottima propaganda sul web.

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