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Viene espulso e dà un pugno all’arbitro

Un pugno all’abitro in cambio di un’espulsione

pugno
Un’espulsione per un calciatore è sempre difficile da digerire, spesso l’arbitro può sbagliarsi di grosso (vedasi il caso di Marchisio in Italia-Uruguay nel mondiale Brasile 2014), ma reagire come ha fatto Baseel Abdul-Amir Saad sembra davvero superare ogni limite. Perchè il pugno sferrato dal calciatore di Detroit era di una violenza e forza tale da causare dei danni gravi all’arbitro che ha emesso la dura sentenza del cartellino rosso.
Ora a causa del pugno Baseel Abdul-Amir Saad è stato chiamato in giudizio lunedì dalla corte distrettuale di Livonia con l’accusa di aggressione con l’intento di causare danni fisici. La cauzione intanto è stata fissata alla spaventosa cifra 500 mila dollari – si dubita fortemente che la società abbia intenzione di sborsare una cifra simile – mentre l’udienza con molta probabilità si terrà il 10 luglio.
Il pugno che Saad ha sferrato era diretto contro la testa dell’arbitro, di cui ancora non si conosce il nome. La colpa dell’arbitro è stata quella di aver mandato anzitempo nello spogliatoio il trentaseienne residente a Dearborn, durante una partita tenutasi domenica allo stadio Mies Park. Ha spiegato l’agente Goralski, portavoce della polizia di Livonia.
Ora l’arbitro è in prognosi all’ospedale e le sue condizioni appaiono piuttosto critiche. Quando la polizia si è recata al Mies Park, a Livonia nel Michigan, in seguito all’accaduto, Saad si era già dileguato, ma ha deciso di consegnarsi alle autorità il giorno dopo.
La violenza è fin troppo comune nel calcio e negli altri sport, come dimostra il messaggio telefonico registrato presso l’Associazione Nazionale dei Funzionari Sportivi a Racine, nel Wisconsin.
Anche negli Stati Uniti è un fenomeno discusso che crea molto imbarazzo, nonché problemi per l’ordine pubblico e per la sicurezza di coloro che si recano negli stadi soltanto per vedere uno spettacolo sportivo.
Il 27 aprile 2013, un giocatore allora diciassettenne ha violentemente spinto l’arbitro Ricardo Portillo, il quale lo aveva redarguito per un fallo commesso durante una partita in una partita di calcio in Taylorsville, nello stato dello Utah, proprio nei pressi di Salt Lake City. Ricardo Portillo, padre di tre figli, dopo circa 7 giorni di coma è deceduto. Il giovane calciatore è stato dichiarato colpevole di omicidio.
Tutto questo per il semplice colore di un cartellino.

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