Villaggio più freddo al mondo è Oymyakon: 62 gradi sotto lo zero

By | 18 gennaio 2018

Villaggio più freddo del mondo? OymyakonIl villaggio più freddo al mondo si trova in Yakutia, una zona russa dove le temperature hanno lambito i 62 gradi sotto lo zero. Gli abitanti di Oymyakon, il villaggio più freddo del pianeta, ormai si sono abituati alle temperature incredibili, decisamente intollerabili per qualsiasi abitante della terra. Recarsi nel villaggio della Yakutia potrebbe costare la vita. L’assideramento è un serio pericolo. Pensate che a Oymyakon fa così freddo che si è rotto il termometro. Secondo i circa 500 abitanti del villaggio, le temperature hanno lambito addirittura i 67 gradi sotto lo zero.

La regione più fredda del pianeta

Sul web si possono osservare le foto di Oymyakon e della Yakutia. Immagini straordinarie. Le temperature non si sono mai abbassate così tanto, anche se stiamo parlando della regione più fredda del pianeta.

Nonostante le temperature polari, gli abitanti di Oymyakon conducono una vita normale. L’economia è trainata dalla pesca. Il piatto popolare è la stroganina, ovvero fette di pesce crudo surgelato, condite con pepe e sale.

Si mangia anche tanta carne nel villaggio più freddo del mondo, anche perché non c’è spazio per frutta e verdura. Vegetali e ortaggi non si possono ovviamente coltivare in zone del genere.

La stroganina, però, non è l’unica pietanza di Oymyakon. La tradizione enogastronomica annovera anche piatti a base di fegato di cavallo e di carne di renna. Apprezzati anche il salmone bianco, il pesce artico crudo congelato e la zuppa di carne.

‘Per noi è normale’

Alcuni yakuti hanno affermato: ‘Per noi è normale. Anzi, è strano che i giornalisti ci chiamino e ci chiedano come riusciamo a vivere. Rispondo di venire e di constatare di persona che viviamo una vita assolutamente ordinaria’.

Chi vive nel villaggio più freddo al mondo dice che è normale la vita a Oymyakon. Certo, c’è il rischio di ritrovarsi le ciglia congelate, quando si esce. La Yakutia ha calamitato l’attenzione di molti giornalisti e fotoreporter. Amos Chapple, fotoreporter neozelandese, aveva detto dopo aver visitato Oymyakon: ‘Dopo i primi due giorni ero distrutto fisicamente solo dopo aver passeggiato per le strade per qualche ora’.

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