Vincenzo Paduano condannato all’ergastolo: bruciò viva Sara Di Pietrantonio

By | 5 maggio 2017

Giustizia è fatta, anche se nessuno potrà mai far rivivere Sara Di Pietrantonio. Questa, lo scorso 26 maggio 2016 venne strangolata e bruciata dal suo ex fidanzato, Vincenzo Paduano, condannato all’ergastolo nelle ultime ore. Il terribile episodio avvenne nel quartiere Magliana, a Roma. Sara venne trucidata barbaramente da quello che, un tempo, era stato il suo compagno. Vincenzo, dopo quasi un anno, è stato condannato, al termine di un processo svoltosi con rito abbreviato, al carcere a vita.

La condanna di Vincenzo Paduano rende giustizia alla ragazza uccisa

L’ergastolo disposto per Vincenzo Paduano dal gup Gaspare Sturzo rende giustizia alla giovane Sara Di Pietrantonio ma, certamente, non rallegra i genitori e i parenti della ragazza, visto che non potrà mai tornare in vita. ‘Adesso una boccata d’aria fresca ma tornerò subito in apnea perché Sara non me la ridarà nessuno’, ha affermato Concetta, la madre di Sara Di Pietrantonio, dopo la condanna all’ergastolo di Vincenzo Paduano. Sarebbe stata la gelosia a condurre quest’ultimo a compiere un gesto simile, un gesto che nessuno si sarebbe mai aspettato da lui, dipinto da molti come un ragazzo gentile e cordiale. Perfino le zie di Sara avevano detto, dopo l’omicidio, che Vincenzo è un ‘bravo ragazzo’. Eppure, quel giovane apparentemente a modo è stato in grado di commettere un crimine efferato.

Paduano: un ragazzo perbene e geloso

loading...

Un’anziana che conosce Vincenzo Paduano e la sua famiglia, residente in una stradina isolata sulla Salaria, aveva detto, dopo il delitto, di essersi messa a piangere dopo aver appreso che il ragazzo aveva commesso il crimine. ‘Immagino soltanto il dolore che stanno provando in questo momento i genitori’. Paduano è stato descritto come un ragazzo perbene ma anche ossessivo. Alcune amiche di Sara avevano rivelato, l’anno scorso, che Vincenzo, un giorno, iniziò a litigare con la fidanzata e, a un certo punto, si comportò brutalmente. La Pietrantonio, però, preferì non sporgere denuncia. ‘Era geloso, a volte si presentava a sorpresa all’uscita delle lezioni di danza’, aggiunsero le amiche della vittima.

Un uomo, Vincenzo Paduano, perbene, cordiale e geloso. Prima di uccidere l’ex fidanzata, un anno fa, aveva trovato un nuovo impiego: faceva la guardia giurata. Il 27enne confessò il misfatto dopo un interrogatorio durato otto ore. ‘Ebbene sì, sono io il mostro’, disse agli investigatori, sottolineando di aver gettato molta benzina sulla Di Pietrantonio, appiccando poi il fuoco. La ragazza, insomma, venne bruciata viva. Dopo quell’interrogatorio fiume, Vincenzo venne condotto nel carcere romano di Regina Coeli. A chi aveva avuto modo di parlare con lui nel penitenziario, aveva detto: ‘Ora ho paura’.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *