Violenza sessuale non sussiste senza contatto fisico, decisione del gip

By | 2 agosto 2017

Violenza sessuale non sussiste in assenza di contatto fisico, la decisione del gipSe non c’è contatto fisico tra aggressore e vittima non sussiste il reato di violenza sessuale. Lo ha deciso il gip di Torino Alessandra Cecchelli, che ha rigettato la richiesta di misura cautelare richiesta dal pm Andrea Padalino nei confronti di un marocchino 27enne che su un autobus del servizio pubblico di Torino aveva compiuto atti di autoerotismo accanto a una ragazza seduta vicino al finestrino. E nulla conta, per il gip, che sulla gamba di quella ragazza era finito un po’ di liquido seminale del nordafricano. Niente. Se non c’è contatto fisico non c’è violenza sessuale, al limite è ravvisabile il reato di atti osceni in luogo pubblico. Una sentenza per certi versi scioccante quella emessa di recente a Torino, anche perché sulla condotta indecente del marocchino non vi sono dubbi: era stato immortalato dalle telecamere di videosorveglianza. L’uomo aveva compiuto atti di autoerotismo dietro alla giovane e poi era sceso alla prima fermata.

Nessuna misura cautelare per il nordafricano in assenza di violenza sessuale

Il marocchino 27enne che si era masturbato su autobus, a Torino, dietro a una ragazza non finirà in carcere né sarà sottoposto a nessun provvedimento cautelare. Lo ha deciso il gip Cecchelli, secondo cui non v’è stata violenza sessuale. Il magistrato ha detto: ‘La vittima riferisce di aver sentito del calore sulla coscia sinistra dopo che lui è sceso dal tram. Se l’avesse toccata per masturbarsi certamente avrebbe avvertito sensazioni ben diverse dal mero calore. Appare difficile quantificare il gesto come violenza sessuale e non piuttosto come atto osceno’. Il marocchino era stato immortalato lo scorso novembre dalle telecamere installate sui bus del servizio pubblico per arginare la piaga dei furti sui mezzi pubblici. Quel nordafricano, però, non aveva derubato nessuno, concedendosi un atto di autoerotismo davanti a tutti.

Masturbarsi sui mezzi pubblici: turpe fenomeno anche in altri Paesi

E’ possibile che in Italia debbano accadere episodi simili? Non è proprio possibile che ogni mezzo pubblico venga sorvegliato da un addetto alla security, come quelli che si trovano nei pressi delle stazioni della metropolitana? I reati, infatti, non vengono commessi solo nei pressi delle stazioni, sulle banchine o per strada ma anche sugli autobus, sui treni e sui convogli della metropolitana. L’episodio avvenuto a Torino lo scorso novembre sconvolge. La ragazza sul bus era stata addirittura sporcata sulla gamba dall’incivile marocchino, ma per la giustizia italiana non c’è violenza sessuale. Insomma, per la configurazione di tale reato era necessario un contatto fisico: in soldoni, il nordafricano doveva cercare di stuprare la giovane.

Atti di autoerotismo sui mezzi pubblici italiani, ovvero qualcosa di indecente e aberrante. Purtroppo il fenomeno della masturbazione sui mezzi pubblici non è solo italiano. Aveva destato scalpore il video caricato su YouTube da un utente inglese che ritraeva l’autista di uno dei tipici autobus londinesi (quelli rossi a due piani, per intenderci) mentre compieva atti di autoerotismo. Era giorno e l’uomo compieva gli atti osceni, al secondo piano, come se nulla fosse; incurante del fatto che la gente passeggiava e lo guardava. Il filmato era arrivato anche sul tavolo degli amministratori della società per cui l’autista maniaco lavorava. Dopo aver visualizzato la sequenza, la società di trasporti londinesi aveva individuato e sospeso dal lavoro l’autista, avviando anche un’indagine interna per fare chiarezza sulla vicenda.

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