Virginia Raggi caccia via gli abusivi dalle case popolari: largo ai bisognosi

By | 22 novembre 2017

L’abusivismo nelle case popolari è una delle ‘ulcere’ di Roma, un male atavico che nessuna amministrazione, finora, ha saputo fronteggiare a dovere. Adesso ci prova Virginia Raggi. Nei giorni scorsi, durante un’intervista sulle case popolari ad Ostia, la sindaca di Roma aveva spiegato che il problema c’è e deve essere fronteggiato in maniera ottimale. Nelle ultime ore, la prima cittadina grillina è tornata sul tema con un post su Facebook in cui spiega che presto la piaga verrà sanata. E non solo ad Ostia. In ogni quartiere romano, vi sono molti alloggi popolari, in cui purtroppo vivono numerosi soggetti che non ne hanno il diritto. Sono troppi quelli che non hanno casa ma si ‘imbucano’.

2mila casi di abusivi

‘Le case popolari devono andare ai cittadini che hanno reale diritto e bisogno. Dal censimento che abbiamo appena terminato sugli appartamenti dell’Edilizia Residenziale Pubblica di Roma Capitale sono invece emersi ben 2mila casi di abusivi. Cioè persone che hanno redditi alti, possiedono già immobili o sono residenti altrove. Una persona è risultata addirittura proprietaria di ben 18 immobili. Altri hanno redditi di 70mila, 80mila, fino anche a 90mila euro all’anno. Una famiglia, che abbiamo sgomberato da una casa popolare, aveva addirittura una Porsche parcheggiata sotto casa’, ha scritto Virginia Raggi su Facebook.

A Roma molte persone vivono negli alloggi popolari assegnati, tanti anni prima, ai parenti defunti. Ciò è illegale. Lo ha rammentato anche la Raggi nel suo recente post: ‘Per non parlare poi di più di 1.600 alloggi i cui legittimi assegnatari risultano deceduti. Abbiamo scoperto il caso di una giovane donna che, seppur non indigente, aveva pensato di conservare indebitamente, dopo il decesso della nonna assegnataria, un appartamento di proprietà di Roma Capitale di 100 mq in pieno centro storico a due passi da Piazza Navona. Tutto ciò è inaccettabile e stiamo lavorando per far cessare immediatamente questi abusi che esistono purtroppo da troppi anni’.

E’ veramente sconcertante che tante case popolari della Capitali siano abitate da soggetti ricchi, che sono proprietari di ville, appartamenti signorili e macchine potenti.

Rosalba Castiglione, assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative, ha inviato una lettera al Messaggero, poi pubblicata, per esortare tutti quelli che hanno un reddito medio-alto di liberare al più presto gli alloggi popolari per la tempestiva assegnazione agli aventi diritto.

L’abusivismo delle case popolari costa caro alla gente senza alloggio e reddito. Virginia Raggi ne è cosciente: ‘Il più alto (costo, ndr) è proprio quello che pagano le famiglie in attesa della casa popolare sin dal 2000, senza contare i costi legati al personale, alle azioni di sgombero e al tempo impiegato per rintracciare queste situazioni intollerabili’.

Il racket delle case popolari

Su Facebook la sindaca di Roma ha anche spiegato la funzione delle case popolari: ‘Gli alloggi popolari hanno uno scopo preciso e inderogabile: essere abitati dai nostri concittadini che un appartamento sul libero mercato, al momento, non se lo possono permettere. Parliamo di famiglie fino ad ora deluse, che si sono sentite abbandonate, che hanno perso anche la stessa speranza. Bene mi rivolgo proprio a loro. A chi pensava che non sarebbe mai arrivata a Roma un’Amministrazione determinata e onesta, rivolgiamo l’invito a ricredersi. È giunto il momento di mettere fine a queste ingiustizie. Andiamo avanti determinati per restituire il patrimonio pubblico capitolino al servizio del bene comune. Al servizio dei cittadini’.

E’ iniziata la crociata della Raggi contro gli abusivi delle case popolari. Dovrà vedersela anche con il racket degli alloggi popolari. A Roma, infatti, c’è chi, paradossalmente ‘vende’ le case popolari. C’è anche chi occupa indebitamente appartamenti assegnati ad altre persone.

Due mesi fa circa, i poliziotti del Commissariato Fidene-Serpentara avevano arrestato 6 persone dedite al racket delle case popolari. Gli agenti avevano scoperto che determinati soggetti si erano introdotti abusivamente negli immobili dell’Ater e non facevano entrare i legittimi proprietari facendo leva sulle minacce e sulle violenze.

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