Whisteblowing, timbrava cartellino e usciva: primo licenziamento a Roma

By | 21 novembre 2017

Nel mondo del lavoro se ne vedono di tutti i colori e spesso si tace. Se fino a poco tempo fa segnalare un collega assenteista era un tabù, oggi è un dovere. I lavoratori italiani non devono più temere ripercussioni perché è stata approvata la legge sul Whistleblowing, ovvero sulla ‘soffiata’ del lavoratore. Un operaio o impiegato può, in sostanza, segnalare eventuali comportamenti scorretti dei colleghi. Il primo licenziamento dopo l’approvazione della disciplina sul Whistleblowing è avvenuto in Campidoglio. Una 50enne che prestava servizio nell’ufficio anticorruzione del Comune di Roma si è trovata senza lavoro perché, invece di lavorare, faceva i fatti suoi, fuori dall’ufficio. A comunicare il benservito è stato proprio Giuseppe Pio Torcicollo, legale della signora. Lo scorso marzo, la dipendente del Campidoglio era stata segnalata in modo anonimo da un collega, che sosteneva di averla vista più volte timbrare il cartellino ed uscire dall’ufficio.

Dipendente infedele uscita 11 volte dall’ufficio senza motivo

‘È stata applicata non la norma riformulata e varata dal Governo 5 giorni fa ma la norma già esistente nella legge Severino e ormai superata’, ha argomentato il legale Torcicollo.

Timbrava il cartellino e usciva dall’ufficio, quindi percepiva la retribuzione indebitamente. Una condotta aberrante quella di una dipendente del Campidoglio, che alla fine è stata sanzionata con il licenziamento. L’allontanamento della 50enne è arrivato dopo la segnalazione della sua vergognosa condotta da parte di una collega.

Gli investigatori hanno pedinato l’impiegata del Comune di Roma per 3 mesi, immortalandola diverse volte. Beh, al termine del periodo di controllo, è stato accertato che la signora aveva timbrato il cartellino ed era uscita dall’ufficio 11 volte, senza alcun motivo.

Gli agenti della Polizia municipale hanno constatato che la dipendente del Campidoglio si assentava dal lavoro specialmente di mattina. Il provvedimento di licenziamento recita: ‘La dipendente capitolina veniva notata stazionare sulla terrazza posta sopra l’accesso principale del dipartimento in via Petroselli impegnata a fumare o in conversazioni telefoniche’.

La 50enne licenziata, secondo quanto risulta dalle foto e dalle indagini, era anche uscita improvvisamente dall’ufficio, recandosi poi, col suo scooter, in un bar dell’Eur. Uno spostamento misterioso, poiché l’impiegata non era addetta ad incarichi esterni.

Indagine per truffa aggravata e continuata

Gli investigatori hanno inviato immagini e tutti i risultati delle indagini alla magistratura, che ha aperto un’indagine per truffa aggravata e continuata.

L’avvocato della signora dichiara che ‘il danno erariale è di soli 200 euro’. Il prossimo 20 dicembre, la dipendente infedele si dovrà presentare davanti al magistrato per il giudizio immediato, chiesto ed ottenuto dalla pm Claudia Terracina.

‘Questo licenziamento, effettivo da oggi, è illegittimo e prematuro perché anticipa un giudizio che dovrebbe venire prima dall’autorità penale. E poi questa denuncia è altamente discriminante perché nasce da una soffiata di un collega che fa sì che questa donna sia un capro espiatorio. Di fatto anche altri mettevano in pratica lo stesso comportamento della mia assistita, eppure lavorano ancora’, ha detto il legale dell’impiegata licenziata.

Il whistleblowing ha già colpito, a Roma. Prossimamente colpirà anche in altre città perché è ingiusto che certi soggetti, invece di lavorare, si facciano i fatti propri. Adesso non bisogna temere conseguenze spiacevoli se si segnalano comportamenti scorretti dei lavoratori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *